mercoledì 26 agosto 2015

Perché dopo un anno dal Piano Regolatore i cartelloni stanno tutti ancora lì? Ecco come Roma distrugge se stessa. Per gli interessi di chi?

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog "Roma fa schifo":
http://www.romafaschifo.com/2015/08/perche-dopo-un-anno-dal-piano.html
"Cari amici di Roma fa Schifo, esattamente un anno fa seguii con passione il gran can can che faceste sull'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Grazie a tutto quel casino il Piano venne approvato, ma come mai poi non se n'è saputo più niente? Come mai i cartelloni sono tutti ancora lì? Come mai non si sono svolti i bandi internazionali rispetto ai quali ci avete fatto una capa tanta per anni?".

Bella domanda. Che ci dà modo di spiegare cosa sta succedendo. Perché dietro ai tempi estenuanti con i quali sta andando avanti la grande riforma della pubblicità esterna a Roma (ricordiamo che siamo al medioevo mentre tutte le città del mondo e d'Italia sono nel futuro, e ci stiamo solo perché negli anni passati si è deciso di favorire il racket che c'è dietro questo settore con decine di ditte infiltrate dalle mafie) c'è qualcosa di molto più schifoso di quanto si possa immaginarsi.

La procedura, dopo l'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) la scorsa estate, prevedeva tutta una serie di attività che - ovviamente, siamo in Italia - sono state in primis rallentate dai ricorsi al TAR. Per fortuna i ricorsi sono stati persi dalle ditte che li hanno intentati (anche se un nuovo pronunciamento ci sarà ad ottobre) e allora si è andati avanti a produrre, per ogni Municipio, dei Piani di Localizzazione, nel frattempo il Comune si è quasi fatto convincere a sperimentare alcune modalità cadendo per un pelo nelle trappolette delle ditte. Gli step dovevano comunque essere: redazione dei Piani di Localizzazione (15, uno per ogni Municipio. Il primo ad essere stato presentato in anteprima fu a febbraio il VII) > la loro presentazione agli uffici competenti > la presentazione alla città > un passaggio istituzionale (approvazione in Consiglio? In Giunta?) definitivo > l'indizione dei bandi internazionali che avrebbero portato - speriamo - ditte internazionali e serie a gestire un settore molto particolare, specifico e delicato che le dittuncole cafone romane si sono rivelate inadatte (ed è un eufemismo) a gestire.

Cosa è successo? E' successo che il processo si è arenato al primo step. I 15 Piani sono stati redatti da Aequa Roma, ma una volta inviate agli uffici (leggasi soprintendenze) per un avallo formale, hanno ricevuto centinaia e centinaia di osservazioni. 

Le stesse soprintendenze che hanno taciuto, per trent'anni, quando la città (e gran parte delle aree tutelate, monumentali, archeologiche) veniva ricoperta di impianti di ogni forma e ogni colore gestiti sovente dalla criminalità, ora fanno il pelo e il contropelo alla proposta del Comune di riformare il settore, rallentando la procedura, facendo perdere all'amministrazione una montagna di soldi, rinforzando le ditte e il loro potere contrattuale in sede di ricorso. Uno scandalo in piena regola. Che diventa uno scandalo allucinante (ma, tranquilli, i giornali della città non ne parlano) se si pensa che tra gli uffici che dovrebbero "tutelare" i beni culturali, quello che più di ogni altro ha avuto da ridire è stata la Sovrintendenza Capitolina. Non quella Monumentale, non quella Archeologica che anzi si è comportata in maniera molto corretta, no: quella Capitolina. La Sovrintendenza Comunale, quella retta da Claudio Parisi Presicce, che è di fatto un ufficio del Comune, un organo dell'Assessorato alla Cultura, assimilabile ad un Dipartimento di Roma Capitale.
Insomma è la città che si fa male da sola. Che si umilia da sola. Che si mette i bastoni tra le ruote da sola. L'assessorato al Commercio e il Dipartimento delle Attività Produttive cercano di riformare un settore terrificante dopo decenni di crimine e abusivismo rispetto al quale tutti si sono voltati dall'altra parte, e proprio ora tutti si svegliano: stiamo parlando di qualcosa come 800 pagine di osservazioni. Equivalgono a quelle operazioni Calderoli Style fatte in Parlamento per bloccare qualche riforma utile ma scomoda con tonnellate e tonnellate di emendamenti. Ed è il Comune che sevizia se stesso, ripetiamolo. Si potrà dire: ma la Sovrintendenza semplicemente applica la legge e fa notare se determinati impianti non possono stare in un certo luogo. Già, ma a parte che certi impianti in "quel luogo" ci stavano da anni senza che nessuno abbia detto nulla, solo che prima ci stavano nel caos, ora ci stanno in un disegno strategico di riforma. Ma poi non è solo questo: il documento riporta tutta una serie di interpretazioni, deduzioni e chili&chili di mancanza di elasticità.

Risultato? Questo scherzo potrebbe rendere tutta l'operazione infattibile. I lotti che poi verranno messi a gara potrebbero risultare non appetibili dal punto di vista commerciale, le gare insomma potrebbero andare deserte o non consentire al Comune di chiedere in cambio i servizi che in tutto il mondo si ricavano dalla valorizzazione della pubblicità esterna (arredo urbano, bike-sharing, toilette, mappe, ma soprattutto un sacco di soldi per l'amministrazione che ne ha bisogno) e l'operazione di riforma potrebbe andare a farsi benedire facendo restare tutto com'è. Magari qualcuno dentro determinati uffici capitolini mira proprio a questo...

giovedì 20 agosto 2015

USB imbrattori!

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/usb-imbrattori/


Su questo stesso sito l’11 giugno 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “La concezione della legalità secondo il segretario nazionale della UGL Credito”, che riportava le foto di una serie di manifesti del SindacatoUnione Generale del Lavoro (UGL) affissi abusivamente fin dal 2003 (http://www.vasroma.it/la-concezione-della-legalita-secondo-il-segretario-nazionale-della-ugl-credito/).
Sempre dal sito facebook “Roma Pulita” si viene a conoscenza che anche il sindacato “Unione Sindacale di Base” (in sigla USB) la stessa concezione della legalità della UGL.
Immagine.Logo USB
Dal 26 luglio 2015 ha imbrattato Roma di manifesti con il seguente slogan: “Diritti violati, democrazia sfregiata“.
Alle ore 22:46 del 28 luglio 2015 su “Roma Pulita” è stato pubblicata la seguente foto con questo commento di Stefano Miceli: “Diritti violati, democrazia sfregiata” Con questo slogan, il sindacato USB cerca credibilità. Peccato che i manifesti siano tutti abusivi…
Immagine.USB 28 luglio
Sempre su “Roma Pulita” il 2 agosto 2015 sono state pubblicate le seguenti due foto scattate in via degli Orti di Cesare con questo commento: USB imbrattatori!
Immagine.USB in via degli Orti di Cesare
Immagine.USB in via degli Orti di Casare.1png
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

domenica 9 agosto 2015

CARTELLONI, SANTORO-LEONORI: “60 RIMOZIONI SU VIA LAURENTINA”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/cartelloni-santoro-leonori-60-rimozioni-su-via-laurentina/


Su questo stesso sito il 27 aprile 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Laurentina killer: dopo le manifestazioni il municipio rimuove i cartelloni abusivi”, che dava notizia delle prime rimozioni di cartelloni pubblicitari abusivi installati in via Laurentina (http://www.vasroma.it/laurentina-killer-dopo-le-manifestazioni-il-municipio-rimuove-i-cartelloni-abusivi/).
La seguente agenzia di stampa dà notizia del prosieguo dell’operazione di rimozione lungo lo stesso tratto di strada.
Roma, 30 LUG – “Da questa mattina siamo al lavoro per far rimuovere 40 impianti pubblicitari abusivi da via Laurentina, nel tratto esterno al Grande Raccordo Anulare“.
Immagine.Rimozioni da via Laurentina
Lo dichiarano in una nota il presidente del Municipio IX Andrea Santoro e l’assessora municipale al commercioSimona Testa.
Immagine.Rimozioni da via Laurentina.2
L’operazione, coordinata dalla Polizia Locale del IX Gruppo Eur – afferma Santoro – si aggiunge alle altre condotte nelle ultime settimane che hanno portato alla demolizione e rimozione di oltre 60 impianti irregolari in un solo km di strada, impianti che mettevano a rischio anche la sicurezza degli automobilisti.
Oggi è stato nuovamente rimosso anche un impianto ‘recidivo’, che dopo il primo intervento era stato ricollocato abusivamente. Le imprese sono state inoltre sanzionate.
Durante questa importante operazione è stato bello vedere automobilisti passare facendo il segno della ‘vittoria’, perché sulla Laurentina stiamo riportando legalità, sicurezza e decoro che mancavano da anni“.
Immagine.Rimozioni da via Laurentina.1
Immagine.Rimozioni da via Laurentina.3
Prosegue l’azione dell’Amministrazione di contrasto ai cartelloni pubblicitari abusivi – commenta Leonori – Le riforme portate avanti continuano a produrre risultati anche sui territori, grazie al lavoro e alla collaborazione dei Municipi, che prestano quotidianamente una forte attenzione alla legalità e al decoro del settore. Si tratta anche di interventi importanti per la sicurezza di stradale. Ringrazio Andrea Santoro e Simona Testa per la determinazione con cui stanno portando avanti queste azioni“.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

sabato 8 agosto 2015

Strisce pedonali «firmate» e pagate dagli sponsor

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/strisce-pedonali-firmate-e-pagate-dagli-sponsor/

Corriere Sera 16.7.2015.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

giovedì 6 agosto 2015

Strisce pedonali, ai privati gli interventi di messa in sicurezza

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/strisce-pedonali-ai-privati-gli-interventi-di-messa-in-sicurezza/


Sul sito di Roma è stato pubblicato in data odierna il seguente comunicato.
Roma, 15 luglio – È stato presentato dagli assessori capitolini Maurizio Pucci (Lavori Pubblici) e Marta Leonori (Roma Produttiva) il piano di sponsorizzazione per la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali.
Gli interventi riguarderanno le strisce pedonali della grande viabilità e saranno realizzati ad opera di privati che potranno diventare “sponsor” per un anno.
L’operazione riguarda tutto il territorio cittadino, ad esclusione delle aree del centro storico.
Si tratta della messa in sicurezza di 20 lotti di 1.000 metri quadrati, per complessivi 119 incroci.
Gli interventi prevedono il ripristino e la manutenzione della segnaletica orizzontale esistente, utilizzando pitture conbiocomponenti più resistenti e visibili di notte, e l’installazione dei parapedonali sui quali gli “sponsor” potranno apporre il proprio nome o marchio, secondo quanto previsto dal regolamento sulla pubblicità. 
Da domani, giorno di pubblicazione del bando, fino al 31 agosto i privati potranno presentare la richiesta al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana – Via Petroselli 45, Ufficio Protocollo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.
L’avviso pubblico sarà disponibile sul nostro portale. 
Un’operazione – ha spiegato l’assessore Pucci – che ci farà avere un risparmio di circa 350 mila euro, consentendoci di mettere più risorse per il Municipio I. Se l’operazione si moltiplica anche negli altri municipi, i risparmi saranno molto maggiori“.
L’intervento infatti, che al momento riguarda solo la viabilità principale, “rappresenta un quinto della viabilità cittadina”.
Questo – ha aggiunto l’assessore Leonori – è un intervento di sponsorizzazione e arredo urbano. È un modello che stiamo studiando per ripeterlo in altri settori“. 
All’Amministrazione spetterà il compito di verificare il corretto svolgimento dei lavori, dal punto di vista del rispetto dei materiali, delle tempistiche, della sicurezza e delle autorizzazioni per il contenuto dei cartelloni.
Il costo è di 20mila euro per ciascun lotto, con una spesa complessiva di 400mila euro.
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Per chi volesse sapere quali saranno le strisce pedonali riverniciate che ricadono nel territorio del XV Municipio si rimanda all’articolo pubblicato sempre in data odierna sul sito “VignaClaraBlog.it” dal titolo “Strisce pedonali con sponsor privati, ecco quali nel XV Municipio” (http://www.vignaclarablog.it/2015071533969/strisce-pedonali-con-sponsor-privati-ecco-quali-xv-municipio/#more-33969).
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

mercoledì 5 agosto 2015

Sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari rimangono alcune perplessità anche dopo la pubblicazione della delibera

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/sulla-decisione-della-giunta-capitolina-di-far-riverniciare-dai-privati-le-strisce-pedonali-in-cambio-di-spazi-pubblicitari-rimangono-alcune-perplessita-anche-dopo-la-pubblicazione-della-delibera/



Su questo stesso sito il 1 giugno 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Più ombre che luci sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari”, in cui esprimevo una serie di valutazioni sulle ombre riguardanti il provvedimento preso. (http://www.vasroma.it/20272/).
Ad esso è seguito il successivo 5 giugno un articolo dal titolo “Chiarimenti dell’Ufficio comunale competente sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari sulle transenne parapedonali”, in cui ho dato i chiarimenti avuti con viva soddisfazione perché mi avevano rassicurato sul rischio da me paventato che la decisione presa dalla Giunta Comunale potesse ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i veri bandi che si debbono fare quanto prima, possibilmente entro l’anno e prima dell’inizio del Giubileo. (http://www.vasroma.it/chiarimenti-dellufficio-comunale-competente-sulla-decisione-della-giunta-capitolina-di-far-riverniciare-dai-privati-le-strisce-pedonali-in-cambio-di-spazi-pubblicitari-sulle-transenne-paraped/#more-20429)
Il suddetto articolo si chiudeva facendo presente che la deliberazione della Giunta Capitolina non era stata ancora pubblicata all’Albo on line del Comune, per cui rimanevo in attesa di conoscerne i contenuti per avere una definitiva conferma che l’iniziativa non appare in conflitto e comunque non contrasta né ritarda l’entrata a regime che Roma aspetta da più di vent’anni.  
Il 12 giugno 2015 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 180 del 29 maggio 2015 concernente gli “Indirizzi per la procedura di gara avente ad oggetto la sponsorizzazione di interventi di messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali presenti sul territorio di Roma Capitale”. 
Nelle premesse dell’atto si fa presente che “negli ultimi anni l’azione della Pubblica Amministrazione ha notevolmente risentito degli effetti della congiuntura economica”, per cui occorre “coinvolgere risorse private nella realizzazione di attività di interesse generale”, e si prende atto che “fra gli strumenti che realizzano la suddetta collaborazione fra pubblico e privato è ricompreso il contratto di sponsorizzazione, cui le pubbliche Amministrazioni Locali possono ricorrere”. 
Viene quindi considerato che “Roma Capitale, al fine di conseguire un risparmio di spesa nella realizzazione delle attività legate alla realizzazione di segnaletica orizzontale, intende ricercare, mediante procedura ad evidenza pubblica, soggetti terzi (persone fisiche o giuridiche, ivi comprese le Associazioni), anche in forma associata che intendano proporsi come Sponsor per tali attività”, con la precisazione che “l’intervento della sponsorizzazione riguarda la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e della relativa segnaletica stradale presente sul territorio di Roma Capitale – suddivisi in lotti di pari valore commerciale – con esclusione delle aree sottoposte a vincolo di tutela” e che “tale messa in sicurezza prevede il posizionamento di parapedonali ed il ripristino e la manutenzione della segnaletica orizzontale esistente, con l’adozione di materiali ad elevata visibilità e durata, così come previsto dall’allegato disciplinare tecnico” [che non è stato però pubblicato on line, ndr.]. 
Riguardo alle “aree sottoposte a vincolo di tutela” non appare chiaro se l’esclusione riguardi le strisce pedonali (ipotesi a mio giudizio molto poco probabile) oppure le transenne parapedonali che dovrebbero essere poste in prossimità delle strisce pedonali riverniciate: in tal ultimo caso, se si dovesse applicare alla lettera l’abbinamento obbligato di un impianto parapedonale per ogni striscia pedonale riverniciata, avremmo delle strisce pedonali nelle aree sottoposte a tutela che non potrebbero essere riverniciate dallo Sponsor.  
Nel mio primo articolo pubblicato il 1 giugno 2015 ho fatto presente che le transenne parapedonali nonpotranno esistere anche nel Municipio I, dove sia il Regolamento di Pubblicità che le Norme Tecniche del PRIP vietano espressamente l’installazione di qualunque parapedonale, sia di proprietà del Comune che di proprietà privata. 
Dal momento che è più che probabile che nelle suddette aree soggette a vincolo ricadano anche delle strisce pedonali accanto a cui non potranno essere installati parapedonali, avevo messo in evidenza l’opportunità di prevedere un corrispettivo di pubblicità che obblighi a riverniciare anche strisce pedonali non provviste di transenne parapedonali. 
Una possibilità del genere dovrà ormai essere prevista nel testo del bando di gara.  
Riguardo ai lotti più avanti nelle premesse viene precisato che “i lotti previsti nell’avviso pubblico e contenenti l’elenco delle strade, dovranno essere di dimensione, di superficie e di valore commerciali tra loro equivalenti”. 
Viene altresì precisato che “lo Sponsor avrà diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioninon superiori a 300 cmq., sul parapedonale posto in prossimità dell’attraversamento oggetto di intervento, secondo quanto prescritto dal Regolamento sulla Pubblicità di cui alla deliberazione Assemblea Capitolina n. 50/2014”. 
Al riguardo debbo far presente che nell’articolo pubblicato il 5 giugno 2015 chiarivo che l’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 23 del nuovo Regolamento di Pubblicità, dedicato alle “Modalità di applicazione del canone”, dispone che “non si fa luogo ad applicazione del canone per superfici inferiori a trecento centimetri quadrati” e non quindi per superfici “non superiori a 300 cmq.” che lascia intendere la possibilità per lo Sponsor di uno spazio uguale e non inferiore a 300 centimetri quadrati.
Le premesse proseguono precisando ancora che “gli impianti, le opere, i beni eseguiti o forniti nell’ambito della sponsorizzazione, esclusi i pannelli con le visibilità dello sponsor, sono acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale capitolino al momento della loro realizzazione” e che “il contratto di sponsorizzazione avrà durata di un anno, a partire dalla data di sottoscrizione, e che alla sua scadenza, o alla sua cessazione per qualsiasi causa, i beni dovranno essere restituiti in perfetto stato di manutenzione a Roma Capitale”. 
Si lascia intendere da un lato che a carico dello Sponsor c’è la realizzazione di nuovi impianti parapedonali acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale, ad esclusione dei “pannelli con le visibilità dello sponsor”, facendo capire dall’altro lato che non si parla né quindi si tratta esplicitamente di “pubblicità”. 
Ma nel dispositivo della deliberazione viene stabilito che “sono, in ogni caso, escluse le sponsorizzazioni riguardanti:
a) propaganda di natura politica, sindacale, filosofica o religiosa;
b) pubblicità diretta o collegata alla produzione o distribuzione di tabacco, prodotti alcolici, materiale pornografico o a sfondo sessuale, gioco d’azzardo e armi;
c) messaggi offensivi, incluse le espressioni di fanatismo, razzismo, odio o minaccia o comunque lesive della dignità umana;
d) pubblicità lesive della dignità della donna o di genere, nonché immagini che possano associarsi a maltrattamenti e/o alla violenza sugli animali. 
Mi era stato chiarito al riguardo che sulle transenne parapedonali non verrebbe installata della “pubblicità” vera e propria, che pur sotto i 300 centimetri quadrati concessi farebbe comunque rientrare la casistica nella disciplina dettata dal PRIP e dai Piani di Localizzazione, perché a chi vincerà il bando di gara verrebbe concesso di installare soltanto il proprio logo. 
Ma il suddetto elenco delle “sponsorizzazioni” che debbono essere escluse lascia di riflesso intendere che si va ben oltre un semplice “pannello” con il logo dello Sponsor e che sarebbero conseguentemente consentite tutte le altre forme di “propaganda”, di “messaggi” e di “pubblicità”. 
Se poi si va ad esaminare la scheda tecnica allegata alla deliberazione, le perplessità allora aumentano anzitutto perché è riprodotto il seguente frontespizio del Servizio Tecnico Affissioni e Pubblicità della U.O. Regolazione, monitoraggio e controllo delle affissioni e pubblicità che è relativo al “progetto delle tipologie impianti tipo nell’ambito del territorio di Roma Capitale definite dalle deliberazioni di A.C. n° 49 e 50 del 30/07/2014” e più specificatamente al “FORMATO TIPO PARAPEDONALE DIM. 1.00 X 0.70”.
 Immagine.Tabella tipo parapedonale 
Al riguardo non posso non rilevare come a questo livello si registri solo il coinvolgimento del Dott. Francesco Paciello, di cui invece nelle premesse della deliberazione non figura che sia stato acquisito il parere di sua stretta competenza. 
Va messo inoltre in evidenza che il testo della deliberazione cita esclusivamente la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, mentre il suddetto frontespizio fa riferimento a tipologie di impianti tipo elencate all’art. 35 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.I.P. e delle schede tecniche allegate alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014. 
Alla destra della suddetta tabella è riportato il seguente progetto del formato tipo parapedonale dim. 1.00 x 0.70.  
Immagine.Progetto parapedonale privato e comunale
Come si può ben vedere mostra in alto il parapedonale di proprietà privata che nelle schede tecniche è classificato come “IMPIANTO TIPO: 2.A PARAPEDONALE”, mentre in basso mostra il parapedonale di proprietà del Comune (SPQR) classificato come “IMPIANTO TIPO: 1.D PARAPEDONALE SPQR”, lasciando così intendere che dovrebbero essere realizzati ex novo entrambi i tipi di impianto, senza nessuna ulteriore precisazione, specialmente su come si provvederà alla loro manutenzione una volta che il Comune sarà entrato in possesso di entrambi i tipi di parapedonali.  
A quest’ultimo riguardo debbo inoltre rilevare quanto già ho scritto, vale a dire che la S.p.A. “Aequa Roma” ha finito di redigere i 15 Piani di Localizzazione, che prevedono anche l’individuazione dei parapedonali come “impianti pubblico servizio” bifacciali di mt. 1,00 x 0,70, la cui posizione è al momento soggetta – al pari delle posizioni anche di tutti gli altri tipi di impianti – all’esame delle Soprintendenze competenti per territorio che dovranno esprimere il proprio “parere” entro il prossimo 12 luglio. 
Ho scritto anche e soprattutto che per evitare ad ogni modo qualsiasi interferenza tra le due procedure, le nuove transenne parapedonali dovranno essere posizionate sul territorio in punti diversi da quelli già individuati dai Piani di Localizzazione per i parapedonali con pubblicità da mt. 1,00 x 0,70.   
Da quanto mi risulta è mancato fino ad ora questo necessario coordinamento: a questo punto si potrà ed anzi si dovrà provvedere ad evitare ogni interferenza nel testo del futuro bando. 
Alla destra del progetto sono riportati i particolari del progetto stesso.
Immagine.Progetto parapedonale. Particolari. npng 
Dal progetto sopra riportato, confrontato con le schede tecniche degli impianti tipo 1.D e 2.A, si evince che il singolo pannello espositivo del parapedonale è di cm. 100 x 70, per cui su di esso lo Sponsor dovrebbe affiggere un proprio “pannello” tutt’al più di cm. 60 x 50, dove – stando al dispositivo della deliberazione n. 180/2015 – potrebbe trovare spazio non solo il logo, ma qualche forma di “pubblicità” diversa da quelle escluse, di cui si è detto. 
Dal momento che non è stato pubblicato il disciplinare tecnico allegato alla deliberazione n. 180/2015, non è dato di sapere se vi sia precisato cosa esattamente lo Sponsor possa utilizzare il pannello espositivo di cm. 60 x 50 a lui concesso come corrispettivo, così come non è dato di sapere se è bifacciale il pannello da sfruttare (come è presumibile) e soprattutto quale sia il numero di impianti parapedonali da realizzare ex novo in prossimità di ogni striscia pedonale riverniciata. 
A quest’ultimo riguardo l’Assessore Pucci ha rilasciato dichiarazioni in cui afferma che «verranno installati quattro parapedonali con otto facciate totali».      
C’è infine un’ultima perplessità che riguarda la decisione presa dalla Giunta Capitolina. 
Come tristemente noto, la città di Roma è in questo momento in un totale stato di degrado per quanto riguarda in particolare le strade, di cui nei giorni scorsi i media hanno messo in risalto le buche come “piaga capitale”: è di tutta evidenza che, senza provvedere prima a rifare l’intero manto stradale di tutte le vie di Roma che ne hanno urgente bisogno, verrebbero vanificate del tutto le riverniciature delle strisce pedonali poste su strade dissestate che poco dopo saranno riparate e asfaltate di nuovo per tutta la loro lunghezza.  
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

martedì 4 agosto 2015

Gli ulteriori cronoprogrammi approvati alle ditte pubblicitarie che entro il 20 maggio 2015 non hanno convertito i propri impianti di mt. 4 x 3

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/gli-ulteriori-cronoprogrammi-approvati-alle-ditte-pubblicitarie-che-entro-il-20-maggio-2015-non-hanno-convertito-i-propri-impianti-di-mt-4-x-3/


Su questo stesso sito il 15 giugno 2015 è stato pubblicato un mio articolo dal titolo “Gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 che entro il 20 maggio 2015 non sono stati convertiti sullo stesso posto in impianti di mt. 3 x 2”, che è stato poi aggiornato dando la seguente conclusione:
fatta salva l’eventuale approvazione di ulteriori cronoprogrammi, di cui si verrà caso mai a conoscenza con i successivi aggiornamenti degli elenchi dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati, la situazione aggiornata a tutt’oggi è la seguente:  
– a 5 ditte pubblicitarie (I.G.A., GREGOR, A.P.A., CLEAR CHANNEL AFFITALIA e MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE) è stato approvato il rispettivo cronoprogramma con la concessione dell’utilizzo dei formati 3 x 2;  
– a 3 ditte pubblicitarie (SARILA, UNIGAMMA e S.E.P.) è stato approvato il rispettivo cronoprogramma con la concessione invece della proroga della verniciatura degli impianti. (http://www.vasroma.it/gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3-che-entro-il-20-maggio-2015-non-sono-stati-convertiti-sullo-stesso-posto-in-impianti-di-mt-3-x-2/)
Proprio ieri è stato pubblicato sul sito web del Comune di Roma l’Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 22 giugno 2015, dal cui esame si evince che dal precedente elenco aggiornato al 12 giugno scorso ad oggi il Dott. Francesco Paciello ha nel frattempo approvato il cronoprogramma presentato dalle seguenti ulteriori 5 ditte pubblicitarie, a cui ha concesso l’utilizzo temporaneo della pubblicità del formato 3 x 2 sugli impianti di mt. 4 x 3 che si sono impegnati a convertire entro un certo margine di tempo.  
S.C.I. (codice 0040) – Determinazione Dirigenziale 1367 prot. n. 43094 del 16/6/2015
ARS PUBBLICITÀ (codice NBD 0053) – Determinazione Dirigenziale 1392 prot. n. 44362 del 19/6/2015
COMUNICANDO LEADER (codice NBD 0484) – Determinazione Dirigenziale 1393 prot. n. 44363 del 19/6/2015
GDR PUBBLICITÀ (codice 0504) – Determinazione Dirigenziale 1394 prot. n. 44365 del 19/6/2015
GRAFICOLOR NEW (codice NBD 0022) – Determinazione Dirigenziale 1395 prot. n. 44367 del 19/6/2015
Nell’articolo pubblicato il 15 giugno 2015 arrivavo alla conclusione che i diversi Gruppi del Corpo di Polizia Municipale di Roma Capitale possono ed anzi debbono sanzionare:
– tutti gli impianti e tutti i relativi manifesti pubblicitari la cui superficie espositiva superi i 12 mq., vale a dire il formato di mt. 4 x 3 (caso dei megaimpianti della ditta GREGOR e di altre ditte), perché in violazione del divieto prescritto dalla lettera c) del 2° comma dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità;
– tutti gli impianti e tutti i relativi manifesti pubblicitari la cui superficie sia uguale a mq. 4 x 3, (caso degli impianti non convertiti e sfruttati con pubblicità illecita) perché in violazione tanto del formato massimo, consentito ai sensi del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 del nuovo Regolamento di Pubblicità, quanto del cronoprogramma eventualmente approvato.
Nel caso della violazione del formato massimo consentito di mt. 3 x 2 ho fatto rientrare gli impianti pubblicitari della ditta S.C.I., di cui ho riportato le foto di 7 di essi che erano utilizzati con pubblicità di pari formato di mt. 4 x 3 alla data del 13 giugno 2015, vale a dire tre giorni prima che con D.D. 1367 del 16 giugno 2015 il dott. Francesco Paciello approvasse anche il cronoprogramma presentato dalla stessa S.C.I. con concessione dell’utilizzo temporaneo della pubblicità del formato 3 x 2.
Sarà interessante vedere se sarà sanzionata quanto meno la pubblicità irregolare di formato superiore ai mt. 3 x 2.
Dall’esame dell’elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 22 giugno 2015 si evince anche che alle tre seguenti ditte il Dott. Francesco Paciello ha contestato la dichiarazione che hanno presentato riguardo agli adempimenti amministrativi per il 2015 (vedi http://www.vasroma.it/la-comunicazione-informativa-con-cui-il-dott-francesco-paciello-ha-richiamato-al-rispetto-della-legalita-tutte-le-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/#more-15288). 
PUBBLITALIA (codice NBD 0026) – contestata con nota n. 16476 del 9/3/2015 
CLEAR CHANNEL JOLLY PUBBLICITÀ (codice NBD 0149) – contestata con nota n. 16477 del 9/3/2015
CLEAR CHANNEL AFFITALIA (codice NBD 0025) – contestata con nota n. 16478 del 9/3/2015
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

lunedì 3 agosto 2015

La seduta della Commissione Commercio convocata per un aggiornamento sulla applicazione del P.R.I.P.

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-seduta-della-commissione-commercio-convocata-per-un-aggiornamento-sulla-applicazione-del-p-r-i-p/


Fra le riunioni delle Commissioni Capitolina convocate l’11 giugno 2015 c’era anche la seguente.
 Immagine.Convocazione Commissione per il 17.6.2015
Il Presidente Orlando Corsetti, da me sentito personalmente al telefono, ha spiegato questa insolita convocazione per capire da un lato i passi fatti nel lasso di tempo intercorso dalla approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (P.R.I.P.) ad oggi, ma soprattutto per esaudire una esplicita richiesta presentata dal cons. Ignazio Cozzoli Poli (Alleanza Popolare Nazionale).
 Immagine.Ignazio Cozzoli Poli
Ignazio Cozzoli Poli
Alla riunione di ieri mattina, oltre al Presidente Corsetti ed al cons. Ignazio Cozzoli Poli, intervenuto anche per conto del cons. dello stesso gruppo politico Gianni Alemanno (in quanto assente), risultano aver partecipato i consiglieriFranco Marino (Lista Civica Marino Sindaco), Immacolata Battaglia (Sinistra Ecologia e Libertà) ed Enrico Stefàno (Movimento 5 Stelle).
Era presente anche il Dott. Francesco Paciello.
Hanno voluto assistere e partecipare, fra gli altri, il Direttore dell’A.I.P.E. (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) Avv. Ettore Corsale, ed i rappresentanti di alcune ditte pubblicitarie che fanno capo alla associazione di categoria S.P.A.R. (Società Pubblicitarie Associate Romane), come la “Cosmo Pubblicità”, la “New Poster”, la “Ars” e la “GBE”.
Alla riunione ha voluto partecipare di persona l’Assessore Marta Leonori, che ha aggiornato i presenti sullo stato di attuazione del PRIP, facendo sapere che la S.p.A. “Aequa Roma” ha redatto e consegnato i Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari (vedi http://www.vasroma.it/17810/), al momento ancora all’esame delle Soprintendenze competenti per territorio per l’espressione del rispettivo “parere”: si è impegnata a presentare i 15 Piani di Localizzazione alla Commissione Commercio, ma a porte chiuse, in quanto la Giunta Capitolina non ne ha ancora approvato la “proposta” da sottoporre poi alla partecipazione dei cittadini ed all’esame dei Consigli dei 15 municipi per acquisire il “parere” di rispettiva competenza.
Ma l’argomento più discusso che è stato affrontato nel corso della riunione sembra aver riguardato – da quanto mi è stato riferito – anche e soprattutto gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, che come formato è stato abolito sia nel P.R.I.P. che nel nuovo Regolamento di Pubblicità.
Per un opportuno confronto al riguardo faccio presente che l’Avv. Ettore Corsale ha curato per conto della ditta “D & D OUTDOOR ADVERTISING” il ricorso contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, impugnando anche l’abolizione degli impianti di formato 4 x 3, rispetto alla cui disposizione ha testualmente affermato quanto segue: “Roma Capitale ha imposto l’adempimento di un obbligo (ovvero dell’adeguamento dei formati non più previsti) che, oltre ad essere gravoso e di impossibile o estremamente difficile esecuzione per i tempi brevissimi assegnati per siffatto adempimento (31.1.2015), è anche e soprattutto inutile nonché penalizzante e incisivo di parte resistente, considerato che, a fronte della prossima scadenza (al 31.12.2014 e comunque, all’esito delle ravvicinate gare che verranno bandite dall’ente resistente) dei titoli (mai rilasciati, ma di cui si è riconosciuta la validità per effetto dell’inserimento in Banca Dati) viene richiesta, del tutto contraddittoriamente e sproporzionatamente, la onerosa e temporanea sostituzione degli impianti esistenti”. 
Faccio presente che con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06523 del 18 dicembre 2014 la Seconda Sezione del TAR ha accolto parzialmente il ricorso, prorogando al 20 maggio 2015 il termine ultimo entro cui convertire tutti gli impianti di mt. 4 x 3. 
Da quanto mi è stato riferito, alcuni dei soggetti privati che hanno partecipato alla riunione di ieri mattina sono andati oltre i ricorsi presentati al TAR, perché avrebbero ora posto l’ulteriore questione di avere anche la garanzia di poter ammortizzare meglio l’investimento a cui sono state costrette le ditte pubblicitarie con la conversione dei 4 x 3, rimanendo sul territorio con i loro impianti del “riordino” per un periodo più lungo (comunque imprecisato) di quello che manca da qui ai bandi di gara. 
La convocazione della riunione, richiesta dal cons. Ignazio Cozzoli Poli, forse aveva come vera finalità proprio quella di “ufficializzare” questa ulteriore richiesta, che a mio giudizio non appare  però legittimata non solo dalla normativa approvata al riguardo, ma anche e soprattutto dal prossimo Giubileo e dalla volontà dell’Amministrazione Capitolina di entrare a regime possibilmente ai primi del 2016.  
Per le suddette ragioni, stando a quanto mi è stato riferito, l’Assessore Marta Leonori non avrebbe preso in nessuna considerazione la possibilità di consentire una qualche dilazione alla permanenza sul territorio di Roma degli impianti del “riordino” e conseguentemente di allungare (chissà poi fino a quando) i tempi che si è prefissa assieme al Sindaco ed alla Giunta Capitolina.  
Riguardo agli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 l’Assessore Marta Leonori ha invece fatto il monitoraggio, dandone le cifre statistiche: erano in tutto 5.500 in tutta Roma e ne sarebbero stati convertiti in tutto 4.000. 
Di certo gli impianti di mt. 4 x 3 che debbono ancora convertire le 5 ditte che hanno avuto approvato il rispettivo cronoprogramma entro cui mettersi in regola (vedi http://www.vasroma.it/gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3-che-entro-il-20-maggio-2015-non-sono-stati-convertiti-sullo-stesso-posto-in-impianti-di-mt-3-x-2/#more-20775 non ammontano ai rimenanti 1.500, dal momento che numericamente dovrebbero esserci diverse altre ditte che non hanno convertito entro il 20 maggio 2015 i propri impianti di mt. 4 x 3 e che non intendono farlo nemmeno dopo, non avendo presentato o comunque approvato alcun cronoprogramma.
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Ai fini di una informazione più corretta e precisa di quella fin qui da me fornita ho avuto stamattina dagli uffici comunali competenti maggiori chiarimenti sull’oggettivo svolgimento della seduta di ieri.
La richiesta di concedere alle ditte pubblicitarie una permanenza maggiore sul territorio dei loro impianti, in modo da poter ammortizzare l’investimento a cui sarebbero state costrette per la conversione degli impianti di mt. 4 x 3, è stata avanzata dal cons. Ignazio Cozzoli Poli. 
È stata subito condivisa ed appoggiata dall’Avv. Ettore Corsale dell’A.I.P.E., ma non dalla consigliera Immacolata Battaglia che ha fatto presente che una casualità del genere rientra pur sempre nel “rischio d’impresa” che decide di affrontare ogni ditta pubblicitaria. 
Il Dott. Francesco Paciello ha al riguardo fatto anzitutto presente che la stessa Sezione Seconda di Roma del TAR del Lazio ha riconosciuto che la eliminazione degli impianti del formato 4 x 3 rientra nella cura del decoro urbano che spetta discrezionalmente al Comune e che non è quindi sindacabile. 
Ha evidenziato in secondo luogo che è obbligatoria solo la rimozione degli impianti da mt. 4 x 3, mentre non è strettamente necessaria anche una loro conversione in impianti di mt. 3 x 2, che costituisce quindi una scelta che rientra proprio nel “rischio d’impresa” che ogni ditta decide di affrontare con un investimento del genere, non limitandosi alla sola rimozione. 
Il Dott. Francesco Paciello ha anche fatto sapere che gli impianti di mt. 4 x 3 ancora non convertiti a tutt’oggi sarebbero 1.600.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com