venerdì 8 gennaio 2016

Affissioni, appalto scaduto niente spazi per i manifesti

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/affissioni-appalto-scaduto-niente-spazi-per-i-manifesti/
Il Messaggero 7.1.2016.1.Il Messaggero 7.1.2016.2.Il Messaggero 7.1.2016.3.
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N.B. – Mi corre l’obbligo di rettificare le notizie che il giornalista ha riportato in modo non completamente corretto e che possono portare chi legge a conclusioni sbagliate o comunque ingenerare equivoci inaccettabili.
Le “pubbliche affissioni” sono disciplinate dagli articoli 13, 14 15, 16 e 17 del nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014: come chiarito ufficialmente al sottoscritto da una funzionaria competente del Comune, la gestione del relativo servizio è stata assegnata dal Comune con regolare appalto alla S.r.l. “A.R. PROMOTION”, il cui contratto è scaduto il 31 dicembre 2015, senza che sia stato ancora deciso chi lo debba gestire per l’anno in corso.
I motivi del ritardo sono dovuti da un lato al subentro dello stato di commissariamento del Comune di Roma e dall’altro lato alla necessità di reperire nel bilancio 2016 i fondi occorrenti per allestire il nuovo bando ai fini della aggiudicazione del servizio affissione manifesti, la cui sospensione momentanea (e della conseguente attività della materiale affissione dei manifesti su impianti di proprietà comunale) decorre dal 1° gennaio 2016, secondo quanto ufficialmente comunicato sul sito del Comune.
Non risponde pertanto al vero che lo stop sia dovuto al contratto di servizio con la S.p.A. “Aequa Roma” scaduto il 31 dicembre 2015. 
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 243 del 22 luglio 2015 alla S.p.A. “Aequa Roma è stato deciso “di affidare alla Società Æqua Roma le attività di supporto nel settore delle Affissioni e Pubblicità del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive – Formazione Lavoro a far data dalla data di sottoscrizione e fino al 31 dicembre 2015 ai patti e condizioni di cui al contratto allegato parte integrante del presente atto”, per un compenso annuo di euro 1.300.000,00.
Nel contratto di servizio allegato alla suddetta delibera non è affatto prevista anche la gestione del servizio affissione manifesti: sono previste invece tutte le altre “attività di supporto nel settore della Pubblicità, comprensive anche del supporto informatico gestionale della Nuova Banca Dati non più svolta dalla Società Cap Gemini”.
Da fonti attendibili sono venuto a sapere che per gli stessi motivi di ritardo sopra riportati è in corso il rinnovo del contratto di servizio sempre con la S.p.A. “Aequa Roma”, presumibilmente per un importo inferiore ad 1.300.000,00 euro. 
Per quanto riguarda invece la sospensione del servizio affissione manifesti c’è da far presente che nel comunicato pubblicato sul sito del Comune non viene precisato quanto dovrebbe durare questa sospensione.
La funzionaria competente del servizio affissione manifesti mi ha fatto sapere che la sospensione durerà al massimo un paio di mesi, durante i quali a restare “muti” saranno esclusivamente gli impianti di proprietà comunale riservati alle pubbliche affissioni e non anche i cosiddetti “cartelloni Spqr”: ne deriva che l’allarmismo del giornalista Simone Canettieri appare immotivato e risulta ad ogni modo del tutto strumentale e comunque fuor di luogo il nesso che ne ha fatto con “gli spazi pubblicitari straordinari che il Campidoglio mette in campo ad ogni tornata elettorale”. 
Si tratta di un “nesso” che non c’è nella maniera più assoluta, dal momento che i manifesti elettorali debbono essere affissi sulle apposite plance che dovrà predispone il Comune in occasione delle prossime elezioni comunali e che non sono a pagamento: saranno per giunta allestiti quasi certamente diversi mesi dopo che sarà stato riattivato il servizio affissione manifesti. 
L’articolo riporta inoltre dei dati che sono pur essi non rispondenti al vero e che debbono essere corretti, riferendoli al quadro generale in cui vanno considerati per farli comprendere meglio a chi li legge.
Va quindi preliminarmente fatto presente che il numero complessivo degli impianti pubblicitari che attualmente risultano registrati nella Nuova Banca Dati ammonta a 27.911, per una superficie espositiva complessiva di mq. 166.103, come riporta la Relazione ai Piani di Localizzazione alla pag. 11: si tratta degli impianti attualmente installati tanto su suolo pubblico quanto su suolo privato.
Dei complessivi 166.103 mq. oltre il 70% sono quelli installati su suolo pubblico e che costituiscono quelli di diretto interesse per la redazione dei Piani di Localizzazione.
Il suddetto 70% corrisponde ai 19.345 impianti pubblicitari citati alla pag. 2 dell’articolo, che non sono però “gli impianti su suolo pubblico previsti dal nuovo Prip”, ma il numero attuale di impianti su suolo pubblico che risultano registrati nella Nuova Banca Dati, come riporta la Relazione ai Piani di Localizzazione alla pag. 18. 
Va analogamente evidenziato che i 119.514 mq. citati sempre alla pag. 2 non sono “i mq di superficie espositiva consentiti”, ma i mq. di superficie espositiva complessiva attualmente esistente a Roma, corrispondente ai 19.345 impianti registrati nella Nuova Banca Dati, come riporta sempre la Relazione ai Piani di Localizzazione alla pag. 18. 
Va quindi precisato che gli attuali 19.345 impianti pubblicitari installati su suolo pubblico sono costituiti da tutte le tipologie di impianti (per pubbliche affissioni, SPQR, privati su suolo pubblico), per cui gli impianti per pubbliche affissioni di cui tratta l’articolo sono solo una piccola parte di essi (per legge il 14%).
Gli impianti destinati alle pubbliche affissioni sono di proprietà comunale e riguardano “affissioni sia di natura commerciale sia prive di rilevanza economica disciplinate dall’art. 18 del D.Lgs. n. 507/1993”, che vanno tenute distinte dalle affissioni effettuate su impianti SPQR sempre di proprietà comunale, ma concessi in locazione a ditte pubblicitarie che ne fanno un utilizzo commerciale.  
Per un opportuno riferimento quantitativo si fa presente che dei complessivi 138.000 mq. previsti dal PRIP così come definitivamente approvato, 110.400 mq. sono quelli previsti su suolo pubblico: di questi 19.350 mq. sono stati in un primo tempo destinati a impianti per Pubbliche Affissioni (PPAA) (ridotti ora nella stesura finale adottata a 10.558,8 mq.) mentre 24.380 mq. sono stati destinati ad impianti SPQR (ridotti ora a 14.052,4 mq. nella stesura finale adottata dalla Giunta Capitolina il 13 ottobre scorso).
L’articolo sembra fare una certa confusione tra gli impianti per pubbliche affissioni e gli impianti SPQR, dal momento che in grassetto riporta come “24 mila i metri quadrati complessivamente riservati alle affissioni comunali”, che sono invece quelli attualmente concessi in locazione (sicuramente non destinati alle pubbliche affissioni) e di cui il Comune di Roma dovrà assegnare la gestione prioritariamente alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato alla cosiddetta “procedura di riordino”, nel rispetto dell’art. 5 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 
A tal ultimo riguardo va messo in evidenza che i 3.258 impianti pubblicitari citati alla pag. 2 non sono “gli impianti previsti nel Municipio II”, ma il numero attuale di impianti su suolo pubblico che risultano registrati nella Nuova Banca Dati (per una superficie espositiva complessiva di 12.624 mq.), come riporta la prima pagina del Piano di Localizzazione del III Municipio.
Analogamente, i 13.905 mq. citati sempre alla pag. 2 non sono “i mq consentiti nel Municipio III”, ma i mq. di superficie espositiva complessiva attualmente esistente a Roma, corrispondente ai 1.632 impianti su suolo pubblico registrati nella Nuova Banca Dati, come riporta la prima pagina del Piano di Localizzazione del III Municipio.
Lascia peraltro perplesso questo riferimento specifico agli impianti soltanto di due dei 15 Municipi, che motiva ancor più l’interrogativo su chi abbia realmente dettato l’imput di un simile articolo.
In chiusura di articolo il giornalista Simone Canettieri riporta infine che “la task force dei vigili urbani – un gruppo specifico di venti agenti – nata per controllare la regolarità di plance e spazi è stata smantellata”.
La “task force” di cui si parla senza precisare di che si tratta (certamente non riguarda i Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale presenti in ognuno dei 15 Municipi) dovrebbe essere quasi sicuramente il Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (G.S.S.U.) che era una volta costituito da circa 20 persone, ridotte ora a meno di 10: fra i suoi compiti istituzionali (tuttora riportati sulla apposita pagina del sito del Comune, vedi http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jp_pagecode=dip_polmun_uo_gssu.wp&ahew=jp_pagecode) rientravano anche l’accertamento delle violazioni alle norme sulla pubblicità e sulle affissioni, nonché il contrasto e la repressione dell’abusivismo commerciale su aree pubbliche.
Come confermato via E mail al sottoscritto dallo stesso Comandante Renato Marra “il GSSU effettua esclusivamente attività di raccordo informativo ed operativo per casi specifici a richiesta del dipartimento”: non risponde pertanto esattamente al vero che “la task force dei vigili urbani … è stata smantellata”.
Fra i compiti del G.S.S.U. c’era anche quello delle notifiche delle sanzioni amministrative relative ad impianti pubblicitari riconosciuti come abusivi dai Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per territorio con redazione di Verbale di Accertamento di Violazione (V.A.V): come chiarito personalmente al sottoscritto per telefono da un funzionario dello stesso G.S.S.U., dal mese di febbraio circa dell’anno scorso questa incombenza è stata accorpata alle notifiche delle contravvenzioni ed assegnata all’apposito Ufficio incaricato di notificarle.
Non mi è stato invece ancora chiarito quale sia il provvedimento amministrativo specifico che ha tolto al G.S.S.U. i compiti fino a poco tempo fa a lui assegnati.
Ritengo personalmente più che opportuno che il Comune emani quanto prima un comunicato di rettifica che individui  meglio del sottoscritto e più a ragion veduta tutti i punti dell’articolo che non danno una corretta informazione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

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