giovedì 28 gennaio 2016

Si è svolta finalmente l’udienza della Sezione Seconda del TAR per sentenziare sui ricorsi presentati per l’annullamento del nuovo Regolamento di Pubblicità

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/si-e-svolta-finalmente-ludienza-della-sezione-seconda-del-tar-per-sentenziare-sui-ricorsi-presentati-per-lannullamento-del-nuovo-regolamento-di-pubblicita/


Immagine.logo TAR di Roma
Su questo stesso sito il 22 ottobre 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “Rimandata al 27 gennaio 2016 la sentenza del TAR sui ricorsi presentati per l’annullamento del nuovo Regolamento di Pubblicità”, che dava notizia delle ragioni per cui il 21 ottobre 2015 la Seconda Sezione del TAR aveva deciso per il secondo rinvio al 27 gennaio 2016 dell’udienza di merito, dopo il rinvio deciso il precedente 20 maggio 2015. (http://www.vasroma.it/rimandata-al-27-gennaio-2016-la-sentenza-del-tar-sui-ricorsi-presentati-per-lannullamento-del-nuovo-regolamento-di-pubblicita/)
All’articolo è stato poi aggiunto un aggiornamento che faceva sapere che “dal sito del TAR del Lazio consultato in data odierna risulta confermato che gli 11 ricorsi che erano all’ordine del giorno dei lavori di ieri sono stati tutti rinviati all’udienza pubblica del 27 gennaio 2016, mentre non risulta ancora fissata nessuna udienza per gli altri 5 ricorsi della S.C.I. (RG 14403/2014), della DEFI ITALIA (RG 14401/2014), della RFI RETE FERROVIARIA ITALIANA (RG 14661/2014), della CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.r.l (RG 14851/2014) e dell’A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna e MORETTI PUBBLICITÀ (RG 15651/2014)“.
Per avere ben chiaro il quadro complessivo dei ricorsi che in questo frattempo si sono accumulati tutti nell’udienza di ieri mattina della Seconda Sezione del TAR, è opportuno prima fare un sintetico riepilogo del numero dei ricorsi che sono stati presentati in ordine cronologico contro i provvedimenti assunti sia dalla della Giunta Capitolina del Sindaco Marino che dall’Assemblea Capitolina.
Ad essere stata impugnata per prima è stata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013, con cui è stata confermata la chiusura del procedimento del riordino già decisa con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013 e prescritta la rimozione dei circa 5.000 impianti pubblicitari abusivi registrati come “senza scheda” nella Nuova Banca Dati: è stata impugnata dalla ditta “S.C.I.” (Società ConcessioniInternazionali) con ricorso n. 3326/2014 depositato il 13 marzo 2014, di cui non è stata fissata a tutt’oggi l’udienza di merito.
La deliberazione n. 425/2013 è stata impugnata anche dalla “Associazione Imprese Pubblicità Esterna”(A.I.P.E.) con ricorso n. 3006/2014 depositato il 7 marzo 2014 dagli avvocati Paola Conticiani, Ettore Corsale, Antonio Lirosi e Fabio Massimo Ventura, che a seguito della memoria depositata il 22 dicembre 2015 hanno ottenuto di essere inseriti nell’udienza di ieri mattina con il n. 42 di ruolo.
Tra la fine di novembre ed i primi di dicembre del 2014 sono stati presentati ben 16 ricorsi contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 con cui è stato approvato il nuovo Regolamento di Pubblicità e 3 ricorsi contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 con cui è stato approvato il Piano Regolatore degli impianti Pubblicitari (P.R.I.P.) (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 è stato dato incarico alla S.p.A. “Aequa Roma” di redigere i Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari: il provvedimento è stato impugnato dalla ditta “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” che con due distinti ricorsi presentati il 28.11.2014 aveva impugnato la sola deliberazione n. 49/2014 ed entrambe le delibere 49 e 50 del 30.7.2014.
Il ricorso n. 3410/2015 è stato depositato il 12 marzo 2015 dagli Avv. Ruggero Frascaroli e Andrea Frascaroli con richiesta di sospensiva: è stato discusso in camera di consiglio dalla Seconda Sezione del TAR che con Ordinanza n. 1486 del 1 aprile 2015 ha respinto l’istanza cautelare con la motivazione che “il mantenimento degli impianti sul territorio, nelle more dell’affidamento della gara, costituisce una facoltà e non un obbligo per gli imprenditori interessati; dall’altro, che la scelta delle caratteristiche degli impianti, in quanto rispondenti ad esigenze di decorso urbano, attiene al merito dell’azione amministrativa”.
Il ricorso è stato quindi rinviato all’udienza di ieri mattina con il n. 53 di ruolo.
La deliberazione n. 380/2014 è stata impugnata anche dalla ditta “ARS PUBBLICITÀ” (che il 25.11.2014 aveva impugnato la delibera n. 50/2014) con ricorso n. 3553/2015, depositato il 17 marzo 2015 dall’Avv. Domenico Galletti: nell’udienza che c’è stata il successivo 15 aprile è stato rinviato all’udienza di merito fissata per ieri mattina con il n. 51 di ruolo.
I 15 Piani di Localizzazione così come redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma” sono stati sottoposti al “parere” delle tre Soprintendenze interessate che si sono espresse alla fine di ben 6 Conferenze di Servizi, i cui esiti sono stati riportati nella Determinazione Dirigenziale Prot. QH 1689 2015 del 27 luglio 2015, che è stata impugnata tanto dalla ditta “ARS PUBBLICITÀ” quanto dalle ditte che fanno capo alla associazione di categoria “Imprese Romane Pubblicitarie Associate” (I.R.P.A.) dell’Avv. Giuseppe Scavuzzo.
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 343 del 23 ottobre 2015 sono stati approvati i «criteri generali di ammissione alle procedure di assegnazione degli impianti S.P.Q.R., di cui all’art. 7 comma 5 bis della Deliberazione A.C. n. 50/2014».
Secondo il 5° criterio la condizione ineludibile per poter partecipare ad ogni gara e ad ogni procedimento di evidenza pubblica è quella di “non aver installato alcun impianto pubblicitario ulteriore rispetto a quelli contraddistinti da identificativo Nuova Banca Dati, ovvero non aver installato impianti pubblicitari successivamente ad una istanza ma prima del rilascio del tutolo autorizzativo”: in base al suddetto criterio sono escluse non solo le ditte che hanno installato impianti “senza scheda”, ma anche le ditte che hanno installato dopo il 9 maggio del 1997 impianti della “procedura di riordino” del tipo scheda “E” senza avere atteso il regolare rilascio della relativa concessione, in violazione del comma 7 dell’art. 1 della “disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari”, approvata con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997. (vedihttp://www.vasroma.it/la-giunta-capitolina-ha-approvato-la-delibera-con-cui-detta-i-criteri-generali-di-ammissione-alle-procedure-di-assegnazione-degli-impianti-pubblicitari-di-proprieta-del-comune-spqr/)
Ieri mattina l’Avv. Giuseppe Scavuzzo mi ha detto di avere impugnato al TAR soltanto il suddetto criterio presumibilmente a nome e per contro delle ditte pubblicitarie rappresentate dalla associazione di categoria “Imprese Romane Pubblicitarie Associate” (I.R.P.A.).
Per finire di aggiornare il quadro c’è da dire che il ricorso n. 14401/2014 presentato dalla Ditta “DEFI ITALIA” il 21.11.2014 è stato discusso in Camera di Consiglio il 17 dicembre 2015 e rinviato al merito nell’udienza pubblica di ieri mattina con il n. 47 di ruolo, mentre il ricorso 14851/2014 con cui la CLEAR CHANNEL AFFITALIA ha impugnato sia la deliberazione n. 49/2014 che la deliberazione n. 50/2014 non ha ancora visto la fissazione della data dell’udienza di merito: anche il ricorso 15698/2014 con cui la NUOVI SPAZI ha impugnato la deliberazione n. 50/2014 non ha ancora visto la fissazione della data dell’udienza di merito.
C’è da sapere inoltre che la ditta “ARS” (RG 14526/2014) il 17 novembre ha presentato dei motivi aggiunti, al pari della “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” (RG 14853/2014) che li ha presentati il 23 dicembre 2015 e di RFI RETE FERROVIARIA ITALIANA (RG 14661/2014) che li ha presentati il 31 dicembre 2015 (senza otenere però la fissazione dell’udienza di merito), mentre la ditta “SCI” per conto suo il 22 dicembre 2015 ha depositato una memoria ed il giorno dopo ha presentato domanda di rinvio, che nella stessa data è stata chiesta anche dalla “DEFI ITALIA”.
Va da ultimo fatto sapere che il Presidente della Seconda Sezione del TAR Filorete D’Agostino è andato nel frattempo in pensione e che a sostituirlo avrebbe dovuto essere la Dott.ssa Elena Stanizzi facente funzioni, che non era presente credo per causa malattia e che è stata dovuta sostituire dalla Dott.ssa Silvia Martino: ieri mattina completavano la Seconda sezione i consiglieri Roberto Caponigro Carlo Polidori.
Con questo quadro di fondo all’ordine dei lavori della Seconda Sezione del TAR ieri mattina figuravano a ruolo i seguenti ricorsi riguardanti l’annullamento della deliberazione n. 50/2014, ad eccezione di  quello presentato precedentemente contro la deliberazione n. 425/2014 e di quelli presentati successivamente nel 2015 e riguardanti l’annullamento della deliberazione n. 380/2014.
Ruolo n. 42 – A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna (RG 3006/2014)
Ruolo n. 43 – FOX ADV (RG 14431/2014)
Ruolo n. 44 – D.& D. OUTDOOR ADVERTISING (RG 14433/2014)
Ruolo n. 45 – WAYAP e AP ITALIA in liquidazione (RG 14435/2014)
Ruolo n. 46 – A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna MORETTI PUBBLICITÀ (RG 15651/2014)
Ruolo n. 47 – DEFI ITALIA (RG 14401/2014)
Ruolo n. 48 – S.C.I. (RG 14403/2014)
Ruolo n. 49 – A.P.A. AGENZIA PUBBLICITÀ (RG 14436/2014)
Ruolo n. 50 – ARS PUBBLICITÀ (RG 14526/2014)
Ruolo n. 51 – ARS PUBBLICITÀ (RG 3553/2015)
Ruolo n. 52 – CLEAR CHANNEL AFFITALIA (RG 14853/2014)
Ruolo n. 53 – CLEAR CHANNEL AFFITALIA (RG 3410/2015)
Ruolo n. 54 – I.R.P.A. Imprese Romane Pubblicitarie Associate ed altre 19 società (RG 15194/2014)
Ruolo n. 55 – PUBBLI ROMA OUTDOOR (RG 15195/2014)
Ruolo n. 56 – OPERA (RG 15804/2014)
Ruolo n. 57 – A.R.P. ALLESTIMENTI REALIZZIONI PUBBLICITARIE (RG 15806/2014)
Ruolo n. 58 – SIPEA (RG 15829/2014)
Come si può ben vedere, all’ordine del giorno dei lavori ieri mattina c’erano quasi tutti e 17 i ricorsi presentati contro la deliberazione n. 50/21014, ad eccezione di quelli presentati da RFI, CLEAR CHANNEL AFFITALIA e NUOVI SPAZI.
Intorno alle ore 9,00 è iniziato l’appello di tutti i ricorsi iscritti a ruolo.
Hanno accettato di andare direttamente in decisione i rispettivi avvocati dei ricorsi presentati dalle seguenti ditte:
FOX;
D. & D. OUTDOOR;
WAYAP;
AIPE;
DEFI;
ARS.
Hanno invece deciso di andare in discussione gli avvocati Giuseppe Scavuzzo, Francesco Mingiardi e Guido Rinaldi in rappresentanza dei ricorsi presentati dalle seguenti 5 ditte:
IRPA (Avv. Scavuzzo);
PUBBLI ROMA OUTDOOR (Avv. Scavuzzo);
OPERA (Avv. Mingiardi);
ARP-ATC (Avv. Mingiardi);
SIPEA (Avv. Rinaldi).
Gli avvocati delle ditte “SCI” e “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” hanno chiesto invece il rinvio dei rispettivi ricorsi (n. 3326/2014 e n. 14403 della SCI e n. 14853/2014 e n. 3410/2015 della “CLEAR CHANNEL AFFITALIA): il sostituto del Presidente facente funzioni Dott.ssa Silvia Martino ha concesso il rinvio a data da destinarsi, invitando gli avvocati a presentare istanza per una unificazione di tutti e 4 ricorsi in un’unica data.
L’Avv. Ettore Corsale ha chiesto di riunificare al ricorso della CLEAR CHANNEL AFFITALIA RG 14853/2014 anche il ricorso RG 14851/2014 della stessa ditta, di cui non è stata ancora fissata l’udienza.  
Avv. Ettore Corsale
Intorno alle ore 12,20 è iniziata la discussione contestuale su tutti e 5 i ricorsi delle suddette ditte, alla presenza anche degli altri avvocati che avevano accettato di andare direttamente alla decisione, fra cui l’Avv. Ettore Corsale.
Oltre agli avvocati di parte, in aula erano presenti per il Comune di Roma gli Avv. Enrico Maggiore Domenico Rossi: in rappresentanza dell’intervento ad opponendum di VAS, Basta Cartelloni, Cittadinanzattiva Lazio, I.I.C.A. (Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente) e C.I.L.D. (Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica) c’era l’Avv. Giuseppe Lo Mastro.
Giuseppe Lo Mastro
Giuseppe Lo Mastro
A prendere per primo la parola è stato l’Avv. Giuseppe Scavuzzo, che ha premesso di rappresentare i due ricorsi a ruolo n. 54 e n. 55, il primo dei quali riguarda 17 ricorrenti di cui il primo è l’associazione di categoria I.R.P.A.: ha esordito dicendo di voler porre l’attenzione su un solo aspetto, mettendo in evidenza che nello spirito di massima collaborazione con l’Amministrazione Comunale ha inteso impugnare soltanto il comma 9 dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità (che riguarda la scadenza del 31 dicembre 2014), a differenza degli altri ricorrenti che hanno invece impugnato altre disposizioni come ad esempio la eliminazione del formato di mt. 4 x 3.
Immagine.Giuseppe Scavuzzo
Avv. Giuseppe Scavuzzo
Ha lamentato che l’accorpamento delle dimensioni degli impianti a due sole misure, imposto con il nuovo Regolamento di Pubblicità, è costato molti soldi alle ditte da lui rappresentate per adeguare i propri impianti.
Avrebbe voluto fare un “piccolo” riepilogo, partendo dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 254 del 6 novembre 1995: la Presidente di turno Dott.ssa Silvia Martino l’ha pregato di evitare di riepilogare provvedimenti da tutti conosciuti e di andare direttamente al merito della questione.
L’Avv. Scavuzzo ha allora proseguito affermando che secondo lui è falsa la chiusura del procedimento del “riordino” senza il rinnovo dei titoli, di cui bisognava dare ad ogni modo la disdetta: per un opportuno confronto riguardo alla scadenza del 31 dicembre 2014 (del 2° quinquennio delle concessioni o dei contratti di locazione degli impianti SPQR) faccio presente che sia nel Regolamento di Veltroni che in quello di Alemanno l’art. 10 disponeva che “in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio”.
Ha ricordato che la normativa prima vigente prevedeva 5 anni rinnovabili alla 1° scadenza ed afferma che non esiste questo atto, perché il Comune l’ha fatto diventare equiparabile alla Nuova Banca Dati, lasciando intendere che il rilascio sarebbe contenuto in essa.
Lo ha interrotto la Presidente di turno Silvia Martino per obiettargli: “Ma avete continuato ad esercitare” fino ad tutt’oggi.
L’Avv. Scavuzzo ha proseguito interrogandosi sulla utilità delle future gare, sostenendo che servono per “qualcuno” e che è giustificabile caso mai il solo bando di gara per il servizio di Bike Sharing.
Ha continuato evidenziando che secondo lui la disposizione impugnata è in contrasto sia con il Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993 che con il Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, perché il 1° comma dell’art. 66 di quest’ultimo consente il rinnovo tacito delle concessioni con il solo pagamento annuale e del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.): per un opportuno confronto va fatto presente che la deliberazione n. 425/2013 non ha considerato valido tale procedimento.
Ha ricordato la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006 secondo la quale i Piani avrebbero dovuto essere fatti all’esito della procedura di riordino, per cui è “tutto totalmente illegittimo”.
Ha voluto fare infine altre due considerazioni sul C.I.P. che a suo giudizio non consentirà più di avere entrate remunerative e sulla situazione di morosità di cui l’Amministrazione Comunale ha preteso il riconoscimento e l’accettazione di un piano di rientro.
Ha concluso facendo riferimento ai futuri impianti SPQR, per evidenziare che dagli attuali 90.000 mq. di pubblicità che abbiamo a tutt’oggi si passerà a 17.909 mq. concessi con i Piani di Localizzazione (per l’esattezza, stando alla relazione ai Piani di Localizzazione, la superficie espositiva complessiva di tutti gli impianti registrati nella Nuova Banca Dati ammonta a mq. 166.103, per cui sembra strumentalmente ingigantita la cifra di 90.000 mq. attribuita solo agli impianti SPQR, che nei Piani di Localizzazione è diventata ad ogni modo di mq. 14.052,4, pari a 3.471 impianti).
Ha preso quindi la parola l’Avv. Francesco Mingiardi in rappresentanza dei due ricorsi a ruolo n. 49 e 50, facendo presente – fuori del diritto – che i suoi clienti hanno soprattutto impianti pubblicitari installati su suolo privato e sui tetti: ha rilevato che il loro smontaggio al 31 dicembre del 2014 avrebbe comportato degli alti costi.
Ha voluto quindi fare riferimento alla zonizzazione del PRIP per lamentare che è stato redatto ed approvato su mappe inintelligibili per i suoi clienti al fine di capire bene cosa debbano fare: le conseguenze sul piano economico sarebbero state a suo dire pesantissime, perché la normativa che è subentrata rende illegittimi due impianti su quattro.
Un altro motivo di censura ha riguardato quella che a suo dire è stata una carenza di motivazione, perché non si capisce perché dentro la sottozona B2 (che grosso modo ricade dentro l’anello ferroviario) si possono installare impianti su parete cieca ma non sul tetto, quando invece questo si può fare fuori dell’anello ferroviario.
Secondo lui il nuovo Regolamento di Pubblicità è da annullare perché non si può fermare la libera iniziativa di impresa.
Porta ad esempio l’impianto pubblicitario che la ditta “OPERA” ha installato in piazza Ungheria e che a suo dire è di un “estremo decoro”: si lascia a chi guarda la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps giudicare se si tratti di “estremo decoro”.
Ha portato ad ulteriore esempio l’impianto della “Martini” vicino via Veneto.
La Presidente di turno Silvia Martino ha dato quindi la parola all’Avv. Guido Rinaldi, che ha premesso di venire da 20 ani di esperienza, dai quali ha desunto che difendiamo dei “relitti”: ha affermato che i posteri ci considererebbero alla stregua dei “trogloditi“.
Ha sostenuto che dietro l’attività dei suoi clienti ci sono vite di cui è messo in pericolo il lavoro con cui sopravvivono e che oggi i ricorsi sono proposti da società serie, che hanno ottemperato a tutte le prescrizioni imposte dal Comune.
Ha messo in risalto che la rimozione degli impianti di mt. 4 x 3 per convertirli in impianti di mt. 3 x 2 è costata alla SIPEA 690.000 € (per un opportuno confronto vedi http://www.vasroma.it/la-convenienza-economica-per-le-ditte-pubblicitarie-e-non-certo-per-il-comune-di-convertire-ogni-loro-impianto-di-mt-4-x-3-in-due-impianti-di-mt-3-x-2/), mentre prima ancora sempre la SIPEA ha dovuto spendere 130.000 € per la sostituzione degli impianti SPQR.
La risposta a tutto è secondo lui il buon senso: cita a tal riguardo la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 38 del 22 aprile 2008 che ha fissato la scadenza del 1° quinquennio al 31 dicembre 2009 e che a suo dire è stata impugnata ma non trattata adeguatamente.
Venendo al punto, si chiede se risponde o no al buon senso (quale stella cometa) che il Comune comunichi conNota prot. LR BG 61384 del 23 settembre 2014 dell’allora Responsabile del Servizio Affissioni (Dott. Francesco Paciello) che a distanza di appena 3 mesi sarebbero cessati tutti i titoli.
Parla di tutela dei “principi dell’ordinamento comunitario” che sono prescritti per l’attività amministrativa dall’art. 1 della legge n. 241/1990: riguardano a suo dire anche la tutela del legittimo affidamento, che deve valere per ogni operatore economico.
Secondo lui non è stato voluto fare per un discorso di “battage” mediatico.
Ha parlato anche dei principi generali in materia di disdette ed ha citato una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui le concessioni demaniali sono equiparabili ai contratti di locazione, con denuncia anticipata di cessazione.
Si è lamentato infine anche dei costi che si sono dovuti affrontare per le rimozioni, per le riconversioni, per le riverniciature degli impianti in color grigio nero antracite e quant’altro.
La Presidente di turno Silvia Martino ha dato quindi il diritto di replica a Roma Capitale.
L’Avv. Enrico Maggiore ha fatto presente che la maggior parte delle censure si è incentrata sulla scadenza del 31 dicembre 2014, mettendo in evidenza che non è stata di certo improvvisa.
Il rinnovo del riordino era una facoltà: ha citato la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013 che disponeva la chiusura del riordino ma che non è stata impugnata da nessuna delle ditte: ha citato poi anche laDeliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013, avvenuta ben prima del 31 dicembre del 2014, per cui le censure portate sono totalmente infondate.
Le ricorrenti non hanno proposto motivi aggiunti ai successivi provvedimenti di Giunta: non c’è stata nessuna disparità di trattamento, ma esclusivamente la volontà di mettere ordine nel rispetto della normativa europea, per cui sarebbe stato del tutto inopportuno un rinnovo fino al 31 dicembre del 2019.
L’Avv. Domenico Rossi ha voluto mettere in risalto che sono da 20 anni che Roma attendeva di mettere ordine nel settore della pubblicità e che questa esigenza non poteva essere ulteriormente dilazionata.
La Presidente di turno Silvia Martino ha concesso una replica all’Avv. Scavuzzo, che come “precisazione” ha voluto ribattere alla mancata impugnazione di alcuni provvedimenti della Giunta affermando che è stato dato avvio al procedimento di partecipazione popolare dal 25 gennaio al 24 febbraio 2016 e che in questa sede le ditte da lui rappresentate si faranno sentire: la Presidente Silvia Martino gli ha fatto presente che il procedimento citato non ha nulla a che vedere con la sostanza dei ricorsi in discussione.
L’Avv. Scavuzzo ha continuato parlando di Milano la cui popolazione è 1/7 di quella di Roma, ma che ha 138.000 mq. di pubblicità.
Anche l’Avv. Guido Rinaldi si è voluto prendere 30 secondi di replica per evidenziare che il periodo-finestra previsto dal comma 9 dell’art. 34 del nuovo Regolamento (fino cioè all’espletamento delle gare) significa per le ditte non avere nessuna possibilità di pianificazione e di progettualità.
Ha concluso affermando che viviamo in un periodo di crisi che posticipa la ripresa.
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Non rimane ora che rimanere in attesa della sentenza della Seconda Sezione del TAR sugli 11 ricorsi che ieri sono andati in decisione.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

1 commento:

  1. E' incredibile il livello di mistificazione, il qualunquismo sciatto e la tracotante ignoranza proprio nella "loro" materia dei difensori dei cartellonari. Uno leggendo questo resoconto e sommandolo al quadro spaventoso di inefficienza/corruzione/ignavia scoperchiato (ma conosciuto da tutti) nella macchina dell'amministrazione comunale si spiega perfettamente come sia stato possibile che una città come Roma sia stata massacrata per anni in ogni angolo del proprio territorio con la vergognosa accondiscendenza di troppi.
    E la cosa triste è che non mi meravigliererei se il TAR desse ragione a questi personaggi, spero TANTO di sbagliarmi...
    Come sempre GRAZIE Architetto per il Suo enorme impegno!
    Mc Daemon

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