martedì 23 febbraio 2016

Si è svolto il 7° incontro pubblico sul Piano di Localizzazione degli impianti pubblicitari del X Municipio

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/si-e-svolto-il-7-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-del-x-municipio/


logo Municipio X

Alle ore 16,30 circa nell’aula consiliare del X Municipio è iniziato il 7° incontro pubblico sul piano di Localizzazione stavolta di questo Municipio.

Aula Consiglio X Municiipio
Aula del Consiglio del X Municipio

Per il Comune era presente nuovamente il Sub Commissario Giuseppe Castaldo a cui è stata assegnata la delega in materia di Attività Produttive, la Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico Attività Produttive e Agricoltura Dott.ssa Silvana Sari e la Dirigente della Unità Organizzativa “Affissioni e Pubblicità” Dott.ssa Monica Giampaoli: era presente anche il Dott. Gianluca Giattino della S.p.A. “Aequa Roma” che ha redatto i 15 Piani di Localizzazione. 
Dopo lo scioglimento del X Municipio per infiltrazioni mafiose, per la provvisoria gestione è stata nominata una Commissione Straordinaria formata dai prefetti Domenico Vulpiani, Rossalba Scialla e Maurizio Alicandro.
In rappresentanza del X Municipio era presente il Dott. Maurizio Alicandro, membro della Commissione Straordinaria del X Municipio, assieme a due funzionari sovraordinati dalla Commissione: era presente inoltre la Direttrice del X Municipio Arch. Cinzia Esposito.

Cinzia Esposito.
Cinzia Esposito 

Erano presenti fra il pubblico, oltre al sottoscritto, la sig.ra Daniela Fornari (della ditta “CLEAR CHANNEL”), il sig. Alberto Gaudini (della ditta D. & D. OUTDOOR ADVERTISING), il sig. Massimo Centi (esperto del settore) ed il sig. Tardani Antonio, quale semplice cittadino.
Ha dato avvio all’incontro pubblico il Dott. Maurizio Alicandro che ha ringraziato tutti i presenti ed ha aggiunto: “Mi dicono che siete in 5 come soggetti presenti, per cui occorre contingentare i tempi di discussione, concedendo ad ognuno 10 minuti”.

  Maurizio Alicandro.
Dott. Maurizio Alicandro

Ha tenuto a precisare che non era previsto dibattito, ma solo una esposizione dei contributi.
Ha quindi preso la parola il Sub Commissario Giuseppe Castaldo: “Abbiamo iniziato la scora settimana questo percorso procedimentaleprevista dall’art. 32 della normativa tecnica di attuazione del PRIP approvata con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014.

Giuseppe Castaldo.00
Giuseppe Castaldo 

Ha ribadito che la gestione commissariale presterà il massimo ascolto ai contributi portati dai cittadini, che ha invitato a produrre documenti, per fare meglio.
Ha quindi invitato la Dott.ssa Silvana Sari ad illustrare in modo più puntuale la procedura “rafforzata” che si deve seguire.
È stato così nuovamente fatto sapere che dopo il prossimo 24 febbraio i Municipi hanno 5 giorni di tempo per trasmettere tutta la documentazione pervenuta al Dipartimento, che dal prossimo 29 febbraio provvederà a controdedurre a tutta la documentazione pervenuta, di cui si sta già esaminando quella già trasmessa al Dipartimento: ha precisato che se verranno accolte proposte di modifiche ed integrazione ai Piani di Localizzazione, “Aequa Roma” provvederà all’adeguamento.
Ha precisato che se sarà necessario si terrà una Conferenza di Servizi con le tre Soprintendenze interessate: poi verrà preparato l’atto deliberativo su cui verrà chiesto ai Municipi di esprimere il proprio “parere” entro 30 giorni, eventualmente riducibili a 20.
Per la fase successiva ancora la Dott.ssa Silvana Sari ha parlato di “dovere” di esaminare di nuovo anche i “pareri” espressi e preparare infine la delibera definitiva da sottoporre al Segretariato ed al Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca.
Sono quindi iniziati gli interventi.
Ha preso per primo la parola il sig. Massimo Centi prendendo ad esempio via Giuseppe Molteni per chiedere con quali criteri siano stati posizionati gli impianti su marciapiedi di un metro e mezzo.

Via Giuseppe Molteni.
Via Giuseppe Molteni

Avrebbe voluto continuare facendo vedere delle foto: la Dott.ssa Silvana Sari gli ha fatto notare che l’importante era il “concetto”.
Ha allora spiegato il suo “concetto”, che era quello di arrivare a dire di aver chiesto, senza finora ottenerli, i layer dei Piano di Localizzazione anche per portar qualche suo “progetto”.
Ha portato ad ulteriore esempio via dei Pescatori che cammina parallela al canale, dove il Piano di Localizzazione posiziona una sfilza di impianti.

Via dei Pescatori
Via dei Pescatori

Ha ribadito la richiesta di avere i lawer, dichiarandosi disposto a servirsene per redigere un progetto, dal momento che non è accettabile il formato in PDF dei Piani di Localizzazione.
Ha preso quindi la parola la Sig,ra Daniela Fornari (della ditta “CLEAR CHANNEL”) per fare “2 piccole osservazioni”.
La prima ha riguardato il fatto che mentre in tutti gli altri Municipi il numero complessivo degli impianti è stato fortemente ridotto, nel Municipio X gli impianti sarebbero stati addirittura triplicati, quando magari il mercato non richiede quelle maggiori superfici espositive, con il conseguente rischio che non possono interessare e mandare deserte le future gare (effettivamente gli impianti attualmente installati nel X Municipio registrati nella Nuova Banca Dati sono 641, mentre quelli previsti sono 1.804).
La seconda osservazione ha riguardato i marciapiedi di mt. 2,46 con posizionati sopra impianti speciali bifacciali da mt. 3,20 x 2,40 davanti ai negozi.
Ha citato anche lei via dei Pescatori dove la presenza del canale fa mancare lo spazio necessario alla installazione degli impianti.
Ha sostenuto anche che al servizio di Bike Sharing verrebbero assegnate anche altre tipologie di impianti, oltre i due formati speciali.
Ha infine citato il Consorzio di Casal Palocco, all’interno del cui perimetro non si potrebbero installare impianti pubblicitari.
Ha preso quindi la parola Alberto Gaudini (della ditta D. & D. OUTDOOR ADVERTISING), che ha fatto sapere di avere 1.800 impianti pubblicitari non solo a Roma, ma anche a Fiumicino, ed ha aggiunto: “Oggi posso esprimere le mie perplessità, specie in questo Municipio dove abito dal 1968“.
Ha fatto notare che alcune zone (come ad es. via di Macchia Saponara) sono zone industriali, dove sono stati previsti addirittura anche i “gabinetti”, ed ha messo in evidenza che ci sono alcuni casi che presentano rischi per la pubblica incolumità (come ad esempio in via Ettore Romagnoli).
Ha sostenuto di non capire chi saranno i fruitori di quanto pacchetto di impianti: ha lamentato che il Piano di Localizzazione ha previsto impianti dentro il Consorzio AXA, all’interno del quale ci sarebbe divieto di affissione.
A suo giudizio non si sarebbero rispettate nemmeno le distanze minime prescritte dal Codice della Strada: ha fatto presente di lavorare anche a Fiumicino dove i vincoli sono maggiori, per arrivare alla fine a sostenere che ad Ostia non sarebbe stato nemmeno rispettato il vincolo paesaggistico (imposto dalla cosiddetta “legge Galasso”) della fascia di rispetto di 300 metri dalla linea di battigia (ignora che la suddetta disposizione non si applica alle aree che alla data del 6 settembre 1985 erano state completamente edificate) .
È stata data quindi la parola al sottoscritto: ho fatto presente che dalla legenda di ognuno dei riquadri in cui è stato suddiviso il territorio del X Municipio il risultano 7 tipologie di impianti (per pubbliche affissioni, per Bike Sharing e servizi igienici, impianti SPQR, impianti Cultura e Spettacolo, impianti privati su suolo pubblico, impianti per pubblico servizio e impianti temporanei) che vanno però a costituire solo 5 distinti circuiti, dal momento che gli impianti temporanei (contrassegnati con un rombo nero) riguardano soltanto le posizioni in cui verranno installate le plance elettorali per tutto il tempo della propaganda politica, mentre gli impianti per pubblico servizio riguardano paline con orologio o parapedonali che andranno a confluire nel circuito degli SPQR o in quello degli impianti privati: rimangono così 5 circuiti che, ad eccezione di quello per le pubbliche affissioni, sono propedeutici ai futuri bandi di gara per lotti territoriali con cui si assegnerà la gestione decennale di tutti gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione definitivamente approvati.
Ho inteso a questo punto riferirmi alle critiche che sono state portate nei precedenti incontri pubblici per ridimensionarle nel quadro più generale in cui debbono essere considerate rispetto ai 62.000 mq. di superficie espositiva complessiva: ha messo in risalto che alle ditte che operano tuttora a Roma interessa come mercato i circuiti degli impianti SPQR (che occupano il 22,7% dell’intera superficie) e degli impianti privati (che occupano il 30,2%), a cui si aggiungono gli impianti per cultura e spettacolo (che occupano il 5,1%) e gli impianti di servizio (che occupano il 4,2%), per arrivare alla conclusione che alle ditte pubblicitarie è riservata una maggioranza di “mercato” che è pari al 62,2%, mentre agli impianti speciali è stata data una fetta del tutto minore dell’appena 18,3%, che quindi non può né deve mettere paura a nessuno in termini di concorrenza, anche nel caso assurdo di riservare al servizio di Bike Sharing le strade di maggiore convenienza commerciale.
A quest’ultimo riguardo ho fatto presente che nei precedenti incontri pubblici si è teso a confondere in una certa misura l’oggi con il domani: ho fatto l‘esempio della tipologia di impianti speciali (che sono riuscito a far introdurre sia nel PRIP che nel nuovo Regolamento di Pubblicità nei due formati di mt. 1,20 x 1,80 e di mt. 3,20 x 2,40) utilizzati in tutte le principali città europee proprio per concedere una superficie espositiva complessiva come corrispettivo di un servizio di Bike Sharing da garantire con un certo numero di ciclostazioni.
Ho fatto quindi sapere che nel Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) è previsto a regime un servizio fino a 350 ciclostazioni che dovrebbero essere assicurate con un corrispettivo di 8.000 mq. iniziali (scesi poi a circa 7.500) di superficie espositiva: il futuro bando di gara dovrà indicare con esattezza quanto non fa parte della discussione di oggi, vale a dire quante ciclostazioni si chiederanno come corrispettivo dopo averle individuate con precisione sul territorio anche e soprattutto per consentire di usare la bicicletta (anche elettrica) per recarsi al lavoro e contribuire in una certa misura ad allentare la morsa del traffico che attanaglia Roma.
Ho anche fatto presente che nei futuri bandi di gara dovrà essere chiarito cosa si vuole con precisione nelle aree a progettazione unitaria, che non sono state fatte oggetto della pianificazione.
Ho fatto capire a questo punto la differenza che ci deve essere tra i bandi di gara alla maggiore offerta di Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) ed i bandi di gara in cui si chiede invece come corrispettivo un servizio molto oneroso in cambio di una superficie pubblicitaria che dovrebbe garantire di coprire le spese del servizio da erogare lasciando ovviamente un accettabile margine di guadagno.
Sono passato quindi a far conoscere le ragioni (che ho spiegato nelle “osservazioni”) per cui i Piani di Localizzazione non hanno assolto completamente al compito di assicurare una convenienza economica a tutti i futuri lotti territoriali da mettere a gara (ad eccezione del circuito degli impianti per pubbliche affissioni, che cura il Comune per il tramite di apposita società affidataria).
Ho messo in evidenza la contraddizione che ho rilevato nei criteri dettati dalla Giunta Capitolina per la redazione dei Piani di Localizzazione perché da un lato ha privilegiato il servizio di Bike Sharing in quanto il circuito degli impianti speciali deve essere garantito “in termini di sostenibilità economica”, mentre dall’altro alto ha imposto come posizioni degli impianti da pianificare e da cui partire le ubicazioni degli impianti attualmente installati sul territorio e registrati nella Nuova Banca Dati, di cui chiaramente sono state confermate sul territorio solo quelle accertate come conformi alla normativa vigente in materia: ho precisato che per gli impianti speciali (non presenti al momento nella Nuova Banca Dati) la S.p.A. “Aequa Roma” ha dovuto trovare posizioni che magari sono state tolte alle altre tipologie di impianti ed ho messo in grande evidenza che in questo modo sono state comunque confermate in maggioranza posizioni di impianti di tipologie diverse su ognuno dei tratti stradali che si fanno concorrenza l’un l’altro, senza assicurare per tali motivi la convenienza economica di qualunque futuro bando di gara.
Ho voluto ricordare che dagli incontri pubblici fin qui svolti sono emerse da parte dei rappresentanti delle ditte pubblicitarie che vi hanno partecipato due critiche ben distinte.
La prima ha riguardato una presunta impossibilità di installare in futuro gli impianti nelle posizioni individuate dai Piani di Localizzazione, perché riguarderebbero moltissime strade con larghezza dei marciapiedi inferiore a quella prescritta dal Codice della Strada: ho ricordato al riguardo che il Regolamento di Attuazione del Codice della Strada consente in tal caso delle deroghe, sfruttate dal Comune di Roma al comma 7 dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità, per consentire in tali casi di installare gli impianti “in posizione parallela all’asse stradale e posti in aderenza per tutta la loro superficie ai fabbricati.”
La stessa critica di incollocabilità è stata estesa anche alle strade non pianificate dal PRIP su cui il 2° comma dell’art. 30 delle normativa tecnica di attuazione del PRIP consente di distribuire le superfici espositive che non si sia potuto collocare sulle strade principali proprio per mancanza di marciapiedi, fino ad un massimo del 15% del dimensionamento complessivo, purché nell’ambito delle sottozone B2 e B3, ed esclusivamente con le tipologie della palina SPQR, della palina con orologio e del parapedonale.
Le strade su cui è stato riversato questo 15% sono in maggioranza strade che il Codice della Strada definisce “strade locali”, senza quindi molto traffico e conseguentemente senza una grande convenienza economica dl punto di vista commerciale: ho fatto presente che la Relazione ai Piani di Localizzazione ha quantificato questa percentuale in 16.500 mq. che è però riferita ai 110.400 mq. previsti dal PRIP, mentre ora il dimensionamento finale dei 15 Piani di Localizzazione è sceso a 62.007,8 mq. per cui il 15% effettivamente recuperabile è diventato di 9.300 mq. circa, di cui secondo le critiche portate sarebbe installabile solo il 50%, vale a dire solo 4.650 mq. in tutto.
Tornando al miscuglio di tipologie che si sono venute a distribuire sul territorio per causa delle posizioni prese da quelle “normalizzate” degli impianti risultanti nella Nuova Banca Dati, ho messo in evidenza che la convenienza economica non c’è per nessuno dei tre circuiti più importanti (Bike Shraing, SPQR ed impianti privati) ad ognuno dei quali occorre dunque ridare valore commerciale, ma nelle proporzioni dovute e nelle gerarchia degli interessi da rispettare che mette in primo piano impianti speciali e impianti SPQR.
Ho fatto capire a questo punto che le nostre ampie osservazioni sono servite a spiegare e far capire bene la nostra proposta, che è stata quelle di prendere in considerazione gli assi di penetrazione urbana che si identificano con le vecchie strade consolari che si irradiavano dal centro storico di Roma (che per il X Municipio sono la via Ostiense/via del Mare e la via Cristoforo Colombo), riservando in prevalenza agli impianti speciali il lato in direzione del centro della città ed agli SPQR il lato opposto in direzione del confine comunale: senza alterare né le posizioni né gli in dici di affollamento che hanno portato a stabilire le dimensioni degli impianti installabili, la nostra proposta consiste nel lasciare su ambo i lati gli impianti per pubbliche affissioni e per cultura e spettacolo, perché non ritenuti in concorrenza, e di scambiare in modo opportuno gli impianti soprattutto privati con altri impianti speciali o SPQR presi da altre strade.
Ho aggiunto che lo stesso “metodo” viene da noi proposto quanto meno per altre tre arterie, anche al fine di dare convenienza economica al circuito per impianti privati su suolo pubblico, che si possono indicativamente elencare (secondo la nostra proposta via di Castel Porziano, via di Macchia Saponara-Via Ermanno Wolf Ferrrari e viale Vasco De Gama-viale Paolo Orlando.
Ho voluto mettere in risalto che in precedenti incontri pubblici mi sono trovato a dover replicare a cittadini che non volevano gli impianti sotto casa o davanti alla finestra, perché non sapevano che per decidere quella che sarà la posizione definitiva sul territorio è concessa una tolleranza di 50 metri proprio per venire incontro a tutte le eventuali concrete esigenze.
Ho fatto infine presente che le nostre istanze riguardano elusivamente le richieste di eliminazione di posizioni che sono state accertate in violazione della normativa vigente al riguardo, che non ci sono però nel caso del X Municipio.
Ho consegnato quindi a chi aveva verbalizzato la copia cartacea delle OSSERVAZIONI, PROPOSTE E ISTANZE RELATIVE AL PIANO DI LOCALIZZAZIONE DEL X MUNICIPIO.

Copertina ossevazioni a pdL X Municipio.

Ha ripreso la parola la Dott.ssa Silvana Sari per far presente anzitutto che il formato PDF è quello “ufficiale”, per cui non può essere cambiato: ha precisato che agli atti non risulta alcuna richiesta al riguardo ed ha invitato a scrivere assicurando che sarà comunque risposto.
Ha tenuto a far sapere che le posizioni degli impianti sono state passate al vaglio con diverse Conferenze di Servizi.
Ha ringraziato il sottoscritto per avere anticipato la sua risposta che ha voluto comunque ribadire riguardo ai 50 metri di tolleranza per consentire in caso di ostacoli o impedimenti di spostare l’impianto.
Riguardo alla triplicazione degli impianti ha motivato la maggiore presenza degli impianti con il fatto che Ostia è l’unica ad avere un PGTU approvato.
Ha aggiunto come ultima precisazione: “Vi preghiamo, se c’è un reale interesse a migliorare il Piano, a presentare osservazioni in modo puntuale: alcune di quelle già trasmesse le abbiamo verificate ed erano corrette”.
Ho voluto fare una integrazione riguardo alla triplicazione degli impianti, facendo presente che la Relazione ai Piani di Localizzazione parla espressamente di questo caso in termini di riduzione di una previsione che era già fin troppo alta.
Ha voluto replicare anche il sig. Massimo Centi per citare altre strade come via della Marina ed una traversa di via Ettore Romagnoli, affermando alla fine che come cittadino romano vorrebbe sapere quanto è costato il PRIP alla città.
Ha chiuso l’incontro pubblico il Sub Commissario Giuseppe Castaldo, affermando che tutto quanto è stato detto sarà approfondito dalla Dott.ssa Sari con il massimo impegno e il massimo scrupolo: ha sostenuto di voler fare un prodotto conforme ed equilibrato con un bilanciamento ed un contemperamento di tutti gli interessi coinvolti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

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