giovedì 30 marzo 2017

La storia ancora da finire di scrivere della riforma dei cartelloni pubblicitari a Roma

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: http://www.vasroma.it/la-storia-ancora-da-finire-di-scrivere-della-riforma-dei-cartelloni-pubblicitari-a-roma/ 

Stefàno, Frongia, De Vito, Diario e gli eurodeputati M5S Castaldo e Tamburrano a luglio del 2014 a fianco delle associazioni
Quella che sto per raccontare è una storia che mi ha visto coinvolto in prima persona fin dal 1999, quando sono stato membro del 1° Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio che ho contribuito a far istituire contestualmente alla legge regionale del Lazio n.29/1997: dentro i confini di quest’area naturale protetta risultavano a quell’epoca installati più di 100 cartelloni pubblicitari, specie di dimensioni di mt. 6 x 3, che ho denunciato ad uno ad uno come responsabile del Circolo Territoriale di Roma di VAS.
Sono stati alla fine tutti rimossi grazie all’operato soprattutto di un dirigente dell’Ente Parco di Veio, che ha provveduto per suo conto alla rimozione forzata di molti impianti, sostituendosi alla inerzia del Comune di Roma.
La totale bonifica del Parco di Veio ha rappresentato però soltanto una eccezione felice rispetto al dilagare delle installazioni di impianti pubblicitari per lo più abusivi, che si sono registrate a partire dal primo decennio di questo secolo e che hanno portato a definire la città di Roma come una “cartellopoli”: l’abusivismo commerciale è stato incentivato dal 2009 in poi quando Sindaco era Gianni Alemanno che il 30 marzo ha fatto modificare dal Consiglio Comunale il Regolamento di Pubblicità e che per fare cassa ha poi consentito che nella Nuova Banca Dati (N.B.D.) venissero registrati (per autodenuncia) anche gli impianti pubblicitari installati abusivamente (cosiddetti “senza scheda”) per i quali veniva anticipatamente pagato il Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.).
Basti pensare che in quegli anni la superficie espositiva complessiva dei cartelloni pubblicitari installati era arrivata a circa 231.000 mq. e che per combattere questo abusivismo è stato creato prima da Massimiliano Tonelli il sito internet “Cartellopoli” e si è costituito poi il comitato “Basta Cartelloni” che si è dotato anche lui dell’omonimo sito, arrivando a promuovere il 27.2.2010 una proposta di delibera di iniziativa popolare (predisposta dal sottoscritto assieme alla relazione) per modificare il Regolamento di Pubblicità, su cui sono state poi raccolte più di 10.000 firme.
L’allora Assessore al Commercio Davide Bordoni ha allora attivato l’indirizzo di posta elettronica segnalazioniaffissioni@comune.roma.it che ha invitato ad utilizzare per denunciare i cartelloni abusivi: sono stati più di 500 le segnalazioni da me trasmesse, che ad un anno e mezzo di distanza hanno portato a far sanzionare ed a far rimuovere moltissimi impianti.
Riguardo agli impianti pubblicitari regolari c’è da tener presente che la durata delle originarie autorizzazioni dei cartelloni di proprietà privata e delle concessioni di locazione degli impianti di proprietà comunale (cosiddetti “SPQR”) è stata prorogata fino al 31 dicembre del 2009, per cui il loro univo rinnovo sarebbe improrogabilmente scaduto il 31 dicembre del 2014: con Nota VAS prot. n. 40 dell’11 settembre 2010 sono stato l’unico a far presente per primo questa scadenza, che verrà poi confermata solo 4 anni dopo.
La proposta di delibera popolare non è stata accolta dal Consiglio Comunale, che il 24.11.2011 ha approvato solo un “ordine del giorno”: lo stesso giorno il Sindaco Gianni Alemanno è intervenuto in un convegno per affermare che a Roma c’è la “Mafia dei cartelloni”.
Dal precedente 2 febbraio la Giunta di Alemanno aveva però adottato una proposta di “Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari” (P.R.I.P.), che è stato redatto dalla S.p.A. “Aequa Roma” e che costituisce di fatto l’inizio vero e proprio delle riforma del settore dell’impiantistica a Roma.
Il P.R.I.P. era costituito da 14 Tavole grafiche in scala 1:20.000 e da uno “Schema Normativo” che in quanto tale non avrebbe potuto avere, se approvato, nessuna valenza prescrittiva.
Nel P.R.I.P. il territorio capitolino è stato suddiviso in Zone A, dove è vietata l’affissione, ed in Zone B, articolate a loro volta in:
– Sottozona B1, che comprende le aree incluse all’interno del tracciato delle mura aureliane, delle mura gianicolensi e delle mura vaticane;
– Sottozona B2, che include le aree esterne al tracciato delle mura e incluse all’interno del tracciato dell’anello ferroviario ed il quartiere dell’EUR;
– Sottozona B3, che comprende tutte le restanti aree esterne al tracciato dell’anello ferroviario ed al quartiere dell’EUR.
All’interno delle suddette 3 sottozone il PRIP prevedeva di autorizzare 162.500 mq. complessivi di superficie pubblicitaria.
Sulla proposta di PRIP sono stati acquisiti i “pareri” di competenza dei 15 Consigli Municipali, che hanno tenuto conto anche delle osservazioni e delle proposte di emendamenti presentate da cittadini, comitati e associazioni: il Consiglio del Municipio II ha recepito integralmente le proposte di trasformare lo Schema Normativo in Norme Tecniche di Attuazione, presentate a nome di VAS dal sottoscritto l’11.4.2011.
Il 22.6.2011 la Giunta Capitolina ha controdedotto soltanto ai pareri espressi dai Municipi, non accogliendo quello espresso dal Consiglio del II Municipio.
A nome di VAS ho inoltre evidenziato i numerosi errori materiali riscontrati nelle 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali del PRIP, perché vi si prevedeva ugualmente l’installazione di impianti pubblicitari dove era prescritto invece il divieto assoluto di affissione: l’ho dimostrato attraverso tutta una serie di casi riscontrati nelle varie tavole, di cui ho chiesto la correzione d’ufficio, che è avvenuta materialmente dopo che il P.R.I.P. è stato sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) ed in tale sede la Regione Lazio il 17.12.2012 ha confermato l’obbligo di rispettare tutti i divieti prescritti nelle Zone A oltre a quello di trasformare lo Schema Normativo in vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione.
È stato così ridimensionato il P.R.I.P. che da 162.5000 mq. è sceso a 128.000 mq., di cui 110.00 circa previsti su suolo pubblico con i rimanenti 28.000 in proprietà privata.
Alla scadenza del mandato del Sindaco Alemanno il P.R.I.P. non è stato approvato: il 3 maggio del 2013, in periodo di piena campagna elettorale, le associazioni VAS e Basta Cartelloni hanno tenuto una Conferenza Stampa di presentazione di una proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al P.R.I.P. adottato dalla Giunta di Alemanno, a cui sono stati invitati a partecipare tutti i principali candidati a Sindaco per chiedere ad essi di fare propria la proposta nei rispettivi programmi elettorali e di prendere l’impegno di inserirla fra i provvedimenti da approvare entro i primi 100 giorni della prossima consiliatura.
La proposta prevedeva di destinare una quota di superficie espositiva pubblicitaria da concedere come corrispettivo per un servizio di Bike Sharing anche e soprattutto come mezzo alternativo per recarsi al lavoro ed aiutare così ad allentare la morsa del traffico che attanaglia Roma.
L’impegno a far approvare il P.R.I.P. è passato così alla Giunta Capitolina del Sindaco Ignazio Marino ed in particolare all’Assessore alle Attività Produttive Marta Leonori, che solo il 30 aprile del 2014 è riuscita a far adottare la proposta sia del P.R.I.P. che del nuovo Regolamento di Pubblicità, dopo avere però messo al bando dal 13 dicembre del 2013 i circa 5.000 impianti “senza scheda” (oggi quasi tutti rimossi): oltre che al dovuto approfondimento del materiale ereditato dalla Giunta di Alemanno, il ritardo è dovuto al “percorso di partecipazione per la stesura del PRIP”, che ha voluto attivare a partire dal 22 ottobre del 2013 l’allora Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti.
Entro il 17.12.2013 dovevano essere presentate da cittadini, comitati, associazioni e ditte pubblicitarie delle proposte di modifiche e integrazioni al P.R.I.P., a cui avrebbero controdedotto gli uffici competenti, che fra le 18 osservazioni e proposte pervenute hanno ritenuto congrua solo la proposta unitaria che VAS e Basta Cartelloni avevano presentato il precedente mese di maggio.
Sull’esame delle Norme Tecniche di Attuazione, così come proposte da VAS e Basta Cartelloni, si sono svolte numerose sedute della Commissione Commercio che hanno comportato un allungamento dei tempi di ben 6 mesi, per poi non arrivare a nessuna conclusione, dal momento che alla fine il Presidente della Commissione Commercio il 15 aprile del 2014 ha trasmesso all’Assessore Marta Leonori un sintetico appunto in cui fa la cronistoria del percorso di partecipazione senza precisare che quel suo atto non è stato nemmeno approvato dalla Commissione Commercio.
La S.p.A. “Aequa Roma” in questo frattempo aveva provveduto ad aggiornare d’ufficio il P.R.I.P., trasformando lo Schema Normativo in Norme Tecniche di Attuazione che hanno in parte recepito la proposta di VAS e “Basta Cartelloni”: con decisioni n. 35 e 36 del 30 aprile 2014 la Giunta Capitolina ha adottato la nuova proposta di P.R.I.P. ed il nuovo Regolamento di Pubblicità, su cui ha chiesto poi il rilascio del “parere” di competenza dei Municipi.
Assieme alle associazioni “Basta Cartelloni” e “Cittadinanzattiva” ho elaborato una serie di 7 emendamenti (tra cui quello relativo agli impianti a messaggio variabile) che sono riuscito a far fare propri dai Consigli dei Municipi I, XIII e XV che li hanno subordinati al rilascio del parere favorevole al PRIP di propria competenza: diversi dei suddetti emendamenti sono stati poi accolti in sede di Controdeduzioni della Giunta Capitolina che sono state approvate nella seduta del 25 giugno 2014.
Fra gli emendamenti accolti c’è quello che ha introdotto sia nel P.R.I.P. che nel nuovo Regolamento di Pubblicità gli «impianti pubblicitari collegati e finalizzati al finanziamento di progetti di servizi di pubblica utilità e/o di mobilità alternativa».
L’intera documentazione è stata quindi trasmessa all’Assemblea Capitolina per la definitiva approvazione: prima della discussione in aula Giulio Cesare ogni gruppo politico ha presentato come da prassi i propri emendamenti, fra cui i miei che sono stati fatti propri dall’intero gruppo del M5S e dal consigliere Alessandro Onorato della Lista Marchini Sindaco.
Nel pomeriggio del 30 luglio del 2014 l’Assemblea Capitolina ha approvato sia il P.R.I.P. che il nuovo Regolamento di Pubblicità, introducendo in entrambi i due impianti speciali da mt. 1,20 x 1,80 e da mt. 3,20 x 2,40 riservati esclusivamente all’ottenimento del servizio di Bike Sharing e di elementi di arredo urbano (toilettes, panchine ecc.).
L’assessore Marta Leonori venuta incontro ai manifestanti in suo favore
Si è chiusa così la prima delle 3 fasi della riforma: la 2° fase è quella dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari cui spetta di individuare sul territorio le posizioni esatte in cui verranno installati i futuri nuovi impianti pubblicitari, di cui si affiderà nella terza ed ultima fase la gestione decennale dei lotti di impianti messi a gara.  
Il 30 dicembre del 2014 la Giunta Capitolina ha incaricato la S.p.A. “Aequa Roma” di redigere i Piani di Localizzazione degli impianti Pubblicitari (uno per ognuno dei 15 Municipi), dettandone i criteri ed incaricando la società di riservare 8.000 mq. di superficie espositiva al servizio di BiKe Sharing ed altri 5.000 mq. ad elementi di arredo urbano: il 30 marzo del 2015 “Aequa Roma” ha consegnato la proposta dei Piani di Localizzazione che rispetto ai 110.400 mq. del P.R.I.P. prevedeva 75.030 mq. soltanto.
Sui ognuno dei 15 Piani sono stati poi acquisiti i “pareri” delle tre Soprintendenze competenti per territorio mediante 6 Conferenze di Servizi, l’ultima delle quali si è tenuta il 13 luglio del 2015: il loro recepimento ha comportato un ulteriore ridimensionamento dei 15 Piani, scesi da 75.030 mq. a 62.000 mq., cui si dovrà aggiungere un residuo di altri 10.000 mq. non ancora pianificati.
Il 13 ottobre 2015 la Giunta Capitolina ha approvato la proposta dei Piani di Localizzazione (pubblicati il successivo 22 ottobre), su cui occorreva acquisire entro 30 giorni il “parere” dei Municipi ed avviare il percorso di partecipazione (tramite incontri pubblici con cittadini, comitati e associazioni previsto dall’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.I.P.) che non è stato iniziato perché il 31 ottobre di quello stesso anno il Sindaco Ignazio Marino è stato costretto a dimettersi.
Gli incontri pubblici (uno per il Piano di Localizzazione di ognuno dei 15 Municipi) sono iniziati il 4 febbraio 2016 sotto il commissariamento del Prefetto Francesco Paolo Tronca: il sottoscritto ha partecipato personalmente a quasi tutti, consegnando una copia cartacea a colori delle osservazioni, proposte e istanze da me redatte ma presentate congiuntamente a nome di VAS e Basta Cartelloni.
Gli incontri pubblici si sono dovuti interrompere il 23 febbraio del 2016 quando si era arrivati a svolgere il 13° incontro ed è stata resa pubblica la sentenza n. 2283 del giorno prima con cui il TAR del Lazio ha annullato i criteri di redazione dei Piani di Localizzazione dettati dalla Giunta Capitolina, in quanto a suo giudizio di competenza dell’Assemblea Capitolina.
A nome di VAS, assieme ad altre 15 associazioni, ho promosso allora un appello affinché il Commissario Prefettizio facesse propri gli stessi criteri di redazione nelle veci dell’Assemblea Capitolina, come poi effettivamente avvenuto con la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 19 del 31 marzo 2016: si sono così potuti svolgere i rimanenti incontri pubblici ed entro i successivi 60 giorni il Commissario Straordinario avrebbe dovuto controdedurre a tutte le osservazioni presentate ed approvare definitivamente i 15 Piani, ma dopo avere acquisito anche i pareri dei Municipi, di cui non è stato invece avviato il procedimento, perché secondo una interpretazione della allora Direttrice del Dipartimento competente si dovrebbero richiedere dopo aver controdedotto alle osservazioni presentate di cittadini, comitati e associazioni.
Si tratta di un procedimento a mio giudizio distorto ed in violazione del Regolamento del Decentramento Amministrativo che comportava l’acquisizione dei “pareri” dei Municipi entro 30 giorni dalla data del 13 ottobre 2015, di adozione cioè della proposta dei Piani di Localizzazione.
Il 22 giugno 2016 si è insediata la Sindaca Virginia Raggi ed è stato nominato Assessore alle Attività Produttive Adriano Meloni: ad entrambi il successivo 15 luglio è stata trasmessa una nota congiunta di VAS e Basta Cartelloni sul corretto procedimento di approvazione definitiva dei Piani di Localizzazione che è stata illustrata nello specifico il 2 settembre quando l’Assessore ha concesso un incontro ad entrambe le associazioni.
Malgrado le assicurazioni avute dall’Assessore, si è perso del tempo prezioso fino al 18 novembre del 2016 quando la Giunta Capitolina ha approvato la decisione di trasmettere alla Assemblea Capitolina l’approvazione di una apposita delibera di presa d’atto che i 60 giorni di tempo entro cui si sarebbero dovuti approvare definitivamente i Piani di Localizzazione non si sono potuti rispettare per cause di forza maggiore dovute alle elezioni comunali: ci sono voluti altri 2 mesi perché la 27° proposta della Giunta Capitolina il 18 gennaio del 2017 venisse messa all’ordine del giorno dei lavori della Commissione Commercio per esprimere il proprio “parere” favorevole al riguardo, che è stato reso solo il successivo 8 febbraio.
In tutto questo frattempo le sedute in particolare della Commissione Commercio e della Commissione Mobilità hanno visto una eccezionale partecipazione dei rappresentanti sia di due associazioni di categoria come l’I.R.P.A. e l’A.I.P.E e di molte delle singole ditte pubblicitarie ad esse associate, a cui è stato consentito ogni volta di intervenire per criticare apertamente il servizio di Bike Sharing ed i Piani di Localizzazione che a loro giudizio lascerebbero agli impianti speciali posizioni di netto vantaggio in danno di tutti gli altri impianti pubblicitari: a rimettere in discussione addirittura il P.R.I.P., proponendo che da esso venga tolto il servizio di Bike Sharing, è stato l’ex Presidente della Commissione Commercio che pure aveva votato a favore tanto del P.R.I.P. quanto del nuovo Regolamento di Pubblicità.
A ridare speranza alle ditte pubblicitarie che non vogliono i bandi di gara di poter fare marcia indietro rispetto a quanto fin qui approvato è stato soprattutto il comportamento del Presidente della Commissione Commercio Andrea Coia che a tutt’oggi sembra aver messo in atto una politica del gambero.
Il 30 luglio del 2014, prima del momento del voto sul P.R.I.P., ho avuto modo di parlare con l’allora capogruppo del M5S Marcello De Vito per fargli presente che sarebbe stato meschino votare contro a prescindere, solo per principio, in quanto forza politica di opposizione, e l’ho invitato a far votare in piena coscienza l’intero gruppo solo e soltanto se pienamente convinto di stare a fare esclusivamente gli interessi di Roma e dei suoi cittadini.
Oltre a Marcello De Vito (oggi Presidente dell’Assemblea Capitolina) hanno così votato a favore del P.R.I.P. Virginia Raggi (oggi Sindaco di Roma), Daniele Frongia  (oggi Assessore allo Sport) ed Enrico Stefàno (oggi Presidente della Commissione Mobilità).
La perdita di tempo di quasi 8 mesi deve essere diventata per loro, almeno fino ad oggi, anche perdita di memoria e di coerenza.
(Articolo del Dott. Arch. Rodolfo Bosi, pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2017 della rivista “Verde Ambiente”)

 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

3 commenti:

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